Migranti, svelato l’accordo segreto tra La Valletta e Tripoli: la denuncia della Alarm Phone

La questione migranti si tinge di giallo, con un presunto accordo che denuncia la Alarm Phone tramite il suo account di Twitter. Ma cosa è accaduto?

Migranti
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Ci sarebbe un accordo sui migranti denunciato dalla Alarm Phone e ora messo su Twitter, al fine che tutti ora lo possano scoprire. Di cosa si tratta?

L’accordo segreto di Malta e Tripoli

Secondo quanto emerso dalla denuncia diretta della Alarm Phone – riportato anche da TgCom24 – Malta avrebbe concordato un coordinamento segreto con la Libia al fine contro chi scappa dai loro centri.

Per capire meglio, si tratterebbe di intercettazione dei migranti da parte della Afm – Forze armate maltesi –  prima dell’arrivo in acque maltesi, così da riportare subito loro in Libia.

Lo scrive e lo riporta il Sunday Times of Malta con l’azione diretta della Alarm Phone:

“l’intesa impedisce alle persone di fuggire da una zona di guerra”

Il sito del quotidiano sopra citato ha pubblicato la foto dell’incontro avvenuto tra il colonnello maltese O’Neil, il capo delle operazioni dell’intelligence FMI e il vice premier della Libia Maiteeq. Sempre nella foto in primo piano si nota uno dei membri del gabinetto del primo ministro di Malta: Gafà ha un passato con accuse di corruzione per il rilascio dei visti irregolarmente concessi per ragioni di natura medica.

I primi contatti e la risposta della Valletta

Secondo le indiscrezioni i primi contatti sarebbero avvenuti l’anno scorso:

“quando c’è un battello che si dirige verso le nostre acque, la afm si coordina con i libici che li prende e li riporta in libia, prima che entrino nelle nostre acque e diventino di responsabilità maltese”

La fonte governativa citata dal quotidiano ha affermato che senza questo accordo, Malta sarebbe oggi piena di migranti:

“il paese rispetta sempre le convenzioni e le leggi internazionali”

La Alarm Phone ha commentato che tutto questo non è stata considerata una sorpresa:

“ma questo viola le convenzioni internazionali dei diritti dell’uomo”

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