Home Politica Mes, oggi il vertice a Palazzo Chigi. Matteo Salvini sfida Conte: “Dimettiti”

Mes, oggi il vertice a Palazzo Chigi. Matteo Salvini sfida Conte: “Dimettiti”

CONDIVIDI

Il leader della Lega, Matteo Salvini, attacca il premier Conte sul Mes: “Se ha firmato qualcosa – afferma – si deve dimettere”

mes

Il Mes divide ancora il Governo e mentre Salvini invita il premier a dimettersi, Conte assicura che l’esecutivo andrà avanti.

Le accuse di Salvini

Duro attacco di Matteo Salvini al premier Giuseppe Conte. Il leader della Lega accusa il presidente del consiglio di aver sottoscritto un accordo che ruba ai ricchi per dare ai poveri.

Il riferimento è al Mes, il Meccanismo Europeo di stabilità, meglio conosciuto come fondo Salva Stati.

“Se hai firmato qualcosa che non avevi il permesso di firmare, dimettiti e chiedi scusa agli italiani perché con i loro risparmi non si scherza”.

Con queste parole l’ex Ministro degli Interni, durante un intervento sull’isola d’Elba, ha invitato Giuseppe Conte a fare un passo indietro rispetto all’approvazione del Mes.

La replica di Conte e i dubbi di Di Maio sul Mes

Decisa la risposta del premier, che ha sottolineato che il Governo non rischia di cadere. L’esecutivo proseguirà nel suo mandato perché gli italiani hanno molte urgenze e ancora tanti problemi da risolvere.

Sul Fondo Salva Stati anche la maggioranza di Governo si divide. Se da una parte il Pd considera l’approvazione del Mes necessaria per salvare anche la credibilità dell’Italia, dall’altra i pentastellati non sono della stessa opinione.

Il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha minacciato la caduta del Governo se non si apporteranno modifiche al Mes.

La proposta del Movimento 5 Stelle è, infatti, quella di attuare una serie di modifiche al Fondo Salva Stati, in particolare al comma 4 dell’articolo 12, il cui riferimento è alle clausole di azione collettiva che accelerino un ripristino dei debiti di un paese.

La lega ed il centrodestra avversano fortemente l’accordo, ritenendo che la sua ratifica porterebbe ad una perdita di sovranità per l’Italia, avvantaggiando le banche e i Governi di altre nazioni.