Home Politica Governo, Mastella ha offerto l’appoggio del Pd a Calenda per sostenere Conte

Governo, Mastella ha offerto l’appoggio del Pd a Calenda per sostenere Conte

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Calenda ha ritenuto la proposta un vero e proprio insulto, sottolineando la situazione di degrado in cui riversa la politica in questo periodo.

Calenda
Duro botta e risposta sui social tra Mastella e Calenda.

Il leader di Azione, Carlo Calenda ha denunciato un’offerta ricevuta da Clemente Mastella. Quest’ultimo, infatti, avrebbe offerto a Calenda il sostegno del Partito Democratico a Roma in cambio di un appoggio a Conte.

Immediata la smentita di Clemente Mastella

“Tu appoggi Conte e il Pd appoggia te a Roma. Considero questa offerta un insulto personale e un dato politico rilevante per capire il quadro di degrado in cui versiamo”.

Immediata la risposta dell’ex sindaco di Benevento che avrebbe rispedito al mittente le accuse. Mastella, infatti, ha spiegato come avrebbe semplicemente telefonato a Calenda per sapere cosa stava facendo.

Calenda nella chiamata ha affermato di essere contro Renzi

Calenda, a detta di quest’ultimo, avrebbe approfittato della chiamata per confessare di essere contro Matteo Renzi. Di conseguenza l’ex primo cittadino avrebbe chiesto se, invece, fosse dalla parte del Partito Democratico.

“Il Pd mi dovrà scegliere per forza come candidato sindaco”.

Questa la replica che avrebbe sconvolto Mastella. Successivamente l’uomo si sarebbe preso un giorno per decidere se rendere o meno pubblica la telefonata. Infine, il politico avrebbe specificato come il partito sia stato sino a quel momento all’oscuro di tutto.

“Non ho alcuna titolarità per parlare a nome del Pd. Sei rimasto quello che conoscevo all’epoca del Cis di Nola, che era il referente per le segnalazioni. Ruolo modesto, perché sei moralmente modesto”.

Infine, con queste parole Mastella avrebbe risposto a Calenda dimostrandosi totalmente estraneo ai fatti soprattutto in merito all’offerta effettuata, a detta del leader di Azione, a nome del Partito Democratico.

Una situazione, quindi, che va ulteriormente ad aggravare la già difficile realtà politica del paese uscito distrutto dalla crisi di governo creata dalle dimissioni delle ministre di Italia Viva.