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Massimo Galli, chi è il famoso infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano

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Medico infettivologo, responsabile del reparto malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano e non solo: biografia del dottor Massimo Galli.

Massimo Galli Biografia

Chi è Massimo Galli: infettivologo e responsabile del reparto di malattie infettive all’Ospedale Sacco di Milano.

In prima linea nella lotta contro il Coronavirus è un importante figura medico-scientifica nella situazione pandemica che stiamo vivendo.

Chi è Massimo Galli

Massimo Galli è nato a Milano l’11 luglio 1951, da subito ha mostrato forte interesse per gli studi scientifici e si è iscritto alla facoltà di medicina e chirurgia.

Si è laureato con lode in Medicina e Chirurgia nel 1976 specializzandosi in Immunologia, Allergologia e Malattie Infettive. Ha subito iniziato a lavorare all’ospedale Sacco di Milano fin da giovanissimo.

La sua carriera, dal 2000, per anni si è alternata tra l’Ospedale Luigi Sacco e l’Università statale di Milano dove Galli fu nominato professore ordinario di malattie infettive. Nel 2008, si legge su Donnaglamour.it, è diventato direttore della Clinica di Malattie Infettive proprio nell’ospedale dove da anni lavorava: l’Ospedale Luigi Sacco di Milano. Ha ricoperto questo ruolo con gran successo conquistandosi affetto e stima di pazienti e collaboratori.

Già negli anni ’80 Massimo Galli ha combattuto il dilaniarsi di un altro virus: l’HIV, il virus che provoca l’AIDS. il dottor Galli si è distinto per aver cercato una cura ma anche per aver speso giornate e nottate nei reparti per aiutare i pazienti affetti da AIDS.
In questa situazione pandemica gli italiani lo conoscono per le molte apparizioni televisive dove spesso si esprime sul Coronavirus.

La sua posizione sul Covid-19

Essendo l’ospedale Sacco di Milano una riconosciuta eccellenza in campo di malattie infettive, spesso il dottor Galli viene coinvolto in trasmissioni televisive per divulgare risposte concrete alla popolazione sull’emergenza sanitaria che stiamo vivendo.

La sua posizione sul Coronavirus è chiara e allarmante, il dottor Galli crede che l’estate libertina vissuta dagli italiani non sia stata una mossa a nostro favore. In un suo intervento al programma Agorà ha chiarito:

si tratta di capire quando arriveremo alla situazione francese, non se.

Secondo il dottor Galli la mancata osservanza di precauzioni e misure anti contagio rigide negli scorsi mesi hanno determinato la ricaduta del paese nel lockdown. Da lui definita una folle estate libera tutti, si legge su IlGiornale.it, il medico riversa la colpa del peggioramento della curva proprio sulla popolazione e sulle scelte del governo. Rivolge poi a tutti i cittadini un appello, quello di non ripetere l’errore di Ferragosto a Natale.

Non è fingendo che il problema non esista che si risolverà la situazione secondo Massimo Galli. La sua linea dura contro il covid-19 prevede sacrificio e chiusura per assicurare la salute dei più deboli. A suo parere non bisogna preoccuparsi del Natale ma di non contagiare i nonni sotto le feste, motivo per cui per il dottor Galli il paese dovrebbe mantenere rigide norme anti contagio sotto le feste.

La diatriba con Zangrillo

Oramai nota a tutti è la diatriba sul coronavirus tra Alberto Zangrillo, primario del San Raffaele, e Massimo Galli, infettivologo del Sacco.

Zangrillo, meno allarmista, afferma che il covid-19 è clinicamente morto e cerca di donare speranza ai cittadini mentre il dottor Galli sceglie la linea opposta. Galli invece, molto più allarmista, è convinto che se la popolazione non adotta le giuste precauzioni andremo solo che peggiorando. Zangrillo crede  che le misure siano state anche troppo restrittive in alcuni momenti.

I due medici sono chiaramente vittime di una esposizione mediatica eccessiva. L’esperto di comunicazione Klaus Davi ha commentato la loro diatriba sulla pandemia rimarcando che, nonostante sia questa una fase in cui la popolazione necessita di maggiore informazione mediatica, entrambi sarebbero più utili forse in ospedale.

Secondo Davi le loro opinioni così profondamente divergenti sulla situazione pandemica, essendo entrambi due figure mediche stimate e di spicco, confondono ancor di più la popolazione.

La scuola di pensiero allarmista e una più ridimensionatrice hanno sempre convissuto nelle diatribe tra scienziati. Anche nello scontro tra Galli e Zangrillo si ricrea la contrapposizione: sono due scuole di pensiero valide basate su dati scientifici.