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Mamma uccide figlia a martellate, emerge l’inaspettata testimonianza della vicina di casa

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Una mamma uccide la figlia a martellate e il marito si dispera. La vicina di casa testimonia e racconta alcuni dettagli inaspettati

Mamma uccide figlia a martellate
Mamma uccide figlia a martellate

La mamma uccide la figlia a martellate e il padre urla e chiama i Carabinieri. Ma cosa è accaduto dentro quella casa?

L’omicidio di Orbassano

Era già tutto pronto per la domenica, con il tavolo pronto per la colazione e una giornata da affrontare come da 44 anni a questa parte. Clemente Ronco di 87 anni si sveglia e trova la moglie incosciente che ha cercato di suicidarsi e poi la figlia uccisa a martellate.

La povera Silvia di 44 anni era affetta sin dalla nascita da una forma di disabilità molto grave. Una tragedia accompagnata da un foglio lasciato sul comodino – come racconta La Stampa:

“tranquilla, hai finito di tribolare”

L’uomo ha chiamato i Carabinieri raccontando cosa sia accaduto in casa sua. Interviene anche il 118 e porta la mamma – Maria Capello di 82 anni – in ospedale (ora ricoverata).

La testimonianza della vicina di casa

La vicina di casa, sempre da come si evince da La Stampa, ha sentito le urla da parte dell’uomo e ha capito che qualcosa di definitivo fosse successo:

“la mia bambina…la mia bambina!”

La vittima era cerebropatica ovvero incapace di muoversi senza aiuto e soggetta a crisi epilettiche. Non parlava e la madre più di una volta si è preoccupata del dopo, quando loro non ci sarebbero più stati per lei: la donna ha quindi deciso di porre fine alla sua sofferenza ma senza lasciarla sola, pianificando anche il suo suicidio.

I Carabinieri hanno confermato l’accusa di omicidio nei confronti dalla donna, mentre il marito ha raccontato la loro vita e le condizioni della figlia.

La vicina di casa evidenzia:

“quando ho sentito quell’urlo ho subito capito che era successo qualcosa di grave”

Raccontando che tutti i vicini davano loro un aiuto ogni volta possibile

“avevano deciso di ricoverare silvia in una struttura specializzata di collegno”

La ragazza tornava a casa solo nel fine settimana e il padre cercava di ricreare un’atmosfera familiare serena.