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Lutto congelato, quando il dolore arriva dopo tanto tempo: come superarlo e trattarlo

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Il lutto congelato emerge quando meno ce lo aspettiamo. Come superarlo e trattarlo al meglio? Vediamolo insieme

Lutto congelato
Lutto congelato

Il lutto congelato è un dolore ritardato. La perdita di una persona cara è sempre un momento traumatico, di forte dolore, accettarlo non è affatto facile e taluni non riuscendo a gestire la sofferenza, la mettono da parte.

Che cosa si intende per elaborazione del lutto

Le perdite possono essere di diversa natura, per questo esistono diversi tipi di mestizie.

Si parla di lutti evolutivi che segnano il passaggio da un’età all’altra, essi si riferisco anche ai grandi cambiamenti come la disfatta di un lavoro oppure il mutamento di uno stato di vita ad esempio il pensionamento.

Si diversificano nettamente dai lutti anticipati, ovvero da quelli per cui si è consapevoli di essere sul punto di soffrire per la mancanza di qualcuno che ancora non si è verificata.

Non si intende solo la morte, ma anche la fine di un rapporto.

Un emblema di perdita anticipata può essere un divorzio, e non solo, ma anche quando si presenta una malattia terminale. I sentimenti, in questo caso sono molto più ambivalenti ed instabili, dato che la persona è ancora presente e chi soffre alterna la vicinanza alla distanza.

I cordogli che apportano maggiori difficoltà sono quelli nati dalla perdita delle persone care. La sofferenza è intensa e richiede un grande lavoro per essere superata.

Un esempio può essere quello assente, chi ne è affetto blocca i suoi sentimenti e attua un meccanismo di negazione.

L’impatto è talmente forte che la persona non si sente capace di affrontarlo, si concentra su altri aspetti della vita mentre il dolore, apparentemente nascosto, riemerge sotto forma di ansia o irritabilità.

Il lutto ritardato o congelato

Può accadere di ritrovarci di fronte a un lutto congelato ovvero una perdita non superata, che può durare tantissimo e dare forma a un esistenza in cui il dolore diviene cronico.

Si insinua in modo permanente nella vita quotidiana e si manifesta con ansia, stress e cambiamenti repentini del tono dell’umore.

C’è chi rimane schiacciato nella sofferenza e chi si aggrappa alla routine, immergendosi nel lavoro o altre attività, con lo scopo di non pensare. Si fa finta che tutto proceda bene e vada per il verso giusto.

Entrambi questi aspetti del cordoglio sono accumulati dalla medesima angoscia, quella del dolore patologico in cui non c’è accettazione della perdita. E’ essenziale capire che il patimento può durare per decenni e condizionare tutto ciò che si pensa e si fa.

Si nasconde dietro molteplici malattie e offusca la possibilità di essere nuovamente felici.

William Shakespeare diceva:

“Piangere rende meno profondo il dolore”

Nessuno è preparato per affrontare la morte di una persona soprattutto un familiare. A volte chiedere aiuto è indispensabile per affrontare in maniera adeguata e sana lo smarrimento.

Come affrontare e trattare il lutto congelato

Il lutto congelato si verifica quando ci rifiutiamo di affrontare una realtà dolorosa evitando di pensare alla perdita.

La persona si rifiuta di accettare quanto è accaduto, attua meccanismi di difesa evitando la realtà e la sofferenza.

Quando si perde una persona cara si sperimenta una sensazione che va oltre, si passa lestamente dalla tristezza alla rabbia fino a raggiungere uno stato catartico dove l’individuo si trova sommerso dalla confusione e termina con l’angoscia.

Questo processo psicologico viene vissuto in modo diverso da persona a persona, a seconda della personalità e delle strategie di coping messe in atto per affrontare le problematiche, dalla che risorse utilizzate per superarle e dal supporto sociale e personale a disposizione in quel dato momento.

Normalmente per superare ed elaborare la perdita sono necessari tra l’anno e l’anno e mezzo. Per quanto possa essere un evento devastante, negli ultimi anni sono state sviluppate nuove terapie che si stanno dimostrando molto efficaci per l‘elaborazione della perdita.

Un approccio molto efficace risulta essere quello che combina terapia cognitivo-comportamentale e terapia interpersonale con tecniche di esposizione prolungata.

Lo scopo di base è quello di favorire l’accettazione della perdita, lavorare sulle emozioni e sul senso di colpa.