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Luca Sacchi, la verità dal Dna sulla mazza da baseball: spunta il dettaglio inedito dai tabulati telefonici

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Il giallo di Luca Sacchi sta portando gli investigatori a considerare molti scenari, tra interrogatori ed esami del Dna fondamentali per capire cosa sia accaduto quella notte

Luca Sacchi
Luca Sacchi

Luca Sacchi è il ragazzo di 25 anni morto dopo che Del Grosso gli ha sparato in testa. Ma perché?

Il dettaglio inedito dai tabulati telefonici

Gli inquirenti stanno setacciando ogni possibile prova o dettaglio, che possa portare alla verità di quella notte che da una terribile rapina si è trasformata in un caso molto complicato.

Il Messaggero evidenzia che tra i tabulati telefonici che sono stati controllati, non ci sarebbero legami tra la vittima e i due pusher che sono arrivati vicino al pub.

Si conferma inoltre – come era già stato evidenziato – che il ragazzo non avesse alcuna traccia di sostanza stupefacente e non facesse alcun utilizzo di droghe.

Il punto interrogativo resta però sul suo ruolo di quella terribile notte del 23 ottobre, per capire se gli amici possano aver fatto leva su di lui o chiesto addirittura un favore per una presunta compravendita.

Secondo gli inquirenti nello zaino di Anastasiya – ritrovato vuoto – ci sarebbero stati all’interno 60mila euro in contanti, elemento che potrebbe quindi aprire una pista differente.

Questo potrebbe portare all’inseguimento, allo speronamento e al pestaggio del giovane – nonostante siano tutti tasselli da confermare e valutare dagli inquirenti.

Il Dna sulla mazza da baseball e la Smart

Mentre gli inquirenti sono ancora alla ricerca dell’arma del delitto, Del Grosso ha fatto ritrovare la mazza da baseball – insieme allo zainetto e il bossolo in tre zone differenti di Roma. Quello che ora si sta svolgendo è l’analisi del Dna sia sulla mazza e sia sulla Smart presa in noleggio da Pirino.

Sono perizie irripetibili che potrebbero dare ulteriori elementi da utilizzare durante la complicata risoluzione del caso.

In tutto questo Anastasiya sembra non essere stata ancora interrogata nel ruolo di testimone: la sua prima ricostruzione, infatti, non convince gli investigatori e si scontra con le testimonianze nonché i video della sorveglianza del luogo dove è avvenuto l’omicidio.