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Lockdown, ridotto lo spreco alimentare ma in Italia il 60% ingrassa

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Lo spreco alimentare in Italia si è ridotto in questo periodo di lockdown, ma il problema è che 6 italiani su 10 hanno preso peso.

spreco alimentare Italia

Secondo l’Osservatorio Waste Watcher, lo spreco alimentare in Italia cala. Ai tempi del lockdown il 70% degli italiani si sono dedicati alla cucina. Gli scarti si sono ridotti a 430 grammi settimanali, con un calo del 25%. Questo denota una maggior attenzione a quanto mangiato, portando al fallimento del food delivery

I dati rilevati

Possiamo leggere i dati nel rapporto #iorestoacasa 2020 ed è stato diffuso dalla campagna Spreco Zero. Si spera che all’inizio della fase 2 alla fine delle misure di contenimento, si mantenga questo trend. L’indagine prende in esame il periodo che va dal 29 aprile al 5 maggio e vede impegnati 1.200 soggetti. Il campione prende in esame sesso, età, macroaree di residenza e dimensione del comune di residenza. Il fondatore della comapagna Spreco Zero Andrea Sangrè ha detto:

“Il primo dato rilevante è legato allo spreco del perché in quarantena l’acquisto di generi alimentari è decisamente aumentato: 1 italiano su 3 ha fatto la spesa più frequentemente e sempre 1 italiano su 3 ha acquistato maggiore quantità di cibo rispetto al passato. Ma più ancora della quantità, cresce la qualità del cibo acquistato in lockdown per il 34% degli italiani.”

Si ha avuto una maggior attenzione al cibo acquistato. Gli scarti vedono al primo posto verdura e frutta, seguiti da pasta e riso cotto, cibo in scatola, carne e pane. Se valutiamo il peso, gettiamo 40 gr di pane, 37 gr di legumi, 35 gr di scatolame, 32 gr di frutta e 31 gr di verdura.

Un’altra buona notizia è lo scarso utilizzo del food delivery durante il lockdown. Il 48% delle persone hanno deciso di non affidarsi a questo servizio. Solo il 20% invece ha utilizzato il servizio della consegna della spesa a domicilio, richiedendo la consegna meno di una volta a settimana.