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Lisa Gabriele,”Sono stato costretto al silenzio”: una sconvolgente lettera anonima fa riaprire il caso

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Lisa Gabriele non si è suicidata e ora grazie ad una lettera anomima, dopo 14 anni si riapre il caso archiviato. Ecco i dettagli inediti

Lisa Gabriele
Lisa Gabriele

Lisa Gabriele uccisa? Ora il caso viene riperto dopo 14 anni e una idea di suicidio, che grazie ad una lettera anonima viene archiviata. Ecco cosa è accaduto.

La tragica morte di Lisa

Per ricordare questo tragico evento bisogna fare un salto indietro nel tempo al 9 gennaio 2005, quando la ragazza viene trovata all’interno della sua auto – Fiat Cinquecento – nel boschetto vicino a Rende.

Proprio accanto al suo corpo una bottiglia vuota di Whisky, un biglietto dove diceva addio e degli antidepressivi. Gli inquirenti al tempo non hanno avuto dubbi, archiviando il caso come suicidio sebbene dopo agli esami all’interno del suo organismo – non sono state trovate tracce di alcol o psicofarmaci.

Un altro fatto molto strano è il fatto che non ci fossero impronte sulla bottiglia e sulla confezione di medicinali, accuratamente cancellate. E il biglietto? Autentico solo in parte, così da credere che qualcuno l’avesse costretta a scrivere qualche riga poi integrata in un secondo tempo.

La famiglia a questo punto assume un investigatore privato che, secondo le indiscrezioni dell’epoca, lascia il suo incarico in quanto minacciato.

La lettera anonima e la riapertura del caso

Ora spunta una lettera anonima, che dopo 14 anni fa riaprire il caso della ragazza smuovendo piste completamente differenti dalle precedenti.

Dopo depistaggi, minacce e molte controversie – Chi l’ha Visto questa sera torna a parlare del caso che ha sconvolto l’Italia con dettagli inediti, come la lettura completa della lettera anonima:

“Sono un poliziotto onesto della Stradale. Per troppo tempo sono stato costretto al silenzio dalla paura…”

Il responsabile secondo l’esposto anonimo è un poliziotto – soggetto conosciuto per altre indagini – che avrebbe avuto una relazione con Lisa facendola già finire in ospedale per un raptus di gelosia. Dopo quattro mesi l’avrebbe poi soffocata con un cuscino, inscenando il suo suicidio.

Al corrente di questo tragico delitto ci sarebbe un altro poliotto e un maresciallo – amico del sospettato. Ora si indaga seguendo questa pista e cercando di capire se sia o meno autentica.