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Liquidità, ABI preme per anticipare la riunione della Task Force, occorre “snellimento” delle procedure

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Liquidità alle imprese: ABI chiede di anticipare l’incontro con l’Esecutivo

L’Associazione bancaria italiana (ABI) chiede di anticipare la periodica riunione della Task Force con il governo per “snellire” le procedure e per “velocizzare” le misure di sostegno per la liquidità.

Si rende necessario un intervento dell’Esecutivo volto a

“semplificare, velocizzare ed efficientare le misure per il sostegno di liquidità”.

“Soldi in 24 ore”,

è questo l’appello dell’ABI per dare ossigeno alle imprese italiane.

Nell’immediato si potranno concedere gli importi sotto i 25.000 euro garantiti al 100% dal fondo PMI.

Per quelli che prevedono la garanzia di Sace, ci vorrà più tempo, perché si attende la piattaforma informatica sulla quale gestire le domande.

Anticipare la riunione con l’Esecutivo consentirebbe all’ABI di

“valutare congiuntamente possibili interventi normativi e tecnologici per semplificare, velocizzare ed efficientare le misure per il sostegno di liquidità e le altre misure in favore di imprese e famiglie sia in relazione al dibattito parlamentare per la conversione in legge”

del Decreto Liquidità.

Come sottolineato dalla stessa ABI il fatto che siano state superate oltre 100.000 istanze di garanzia per gli anticipi di liquidità alle imprese fino a 25.000 euro e l’oltre 1 milione e seicentomila moratorie gestite

“dimostrano chiaramente il progressivo e importante impegno del mondo bancario nelle emergenze del coronavirus”.

Patuelli: anticipo liquidità nella maniera più veloce possibile

Il Presidente dell’ABI Patuelli sottolinea che fare l’anticipo liquidità alle imprese comporta il rispetto di tutte le norme, comprese quelle nell’ottica di una lotta al riciclaggio del denaro.

Patuelli sottolinea che:

“Le banche non danno soldi in contanti, fanno bonifici sui conti correnti e quindi in maniera tracciata”.

Inoltre, per evitare assembramenti è necessario non recarsi nelle filiali:

“Le richieste di informazioni e le domande si fanno per telefono e via mail. Non è che andando nelle filiali vengono date banconote” e non “c’è una graduatoria di chi arriva”,

sottolinea lo stesso Patuelli.