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Liliana Segre agli studenti: “Non ho mai perdonato i nazisti, non ho mai dimenticato”

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Applausi e commozione nella tendostruttura allestita nella Cittadella della pace di Rondine per l’ultima testimonianza di Liliana Segre.

Liliana Segre
Le parole della senatrice a vita hanno suscitato diverse emozioni.

Ha scelto di fornire agli studenti la sua ultima testimonianza Liliana Segre. La donna, infatti, dinanzi ad una platea commossa ha raccontato l’orrore che ha vissuto da bambina per colpa dei nazisti.

Liliana Segre ha raccontato agli studenti le drammatiche esperienze vissute

Ad ospitare la commovente testimonianza una tendostruttura allestita nelle campagne di Arezzo, nello specifico a Rondine, nella Cittadella della Pace. Le drammatiche esperienze vissute dalla Segre risalgono a quando lei aveva solamente 13 anni, ma agli occhi dei nazisti era solo un:

“Essere senza nome e senza sesso, senza dignità e insensibile, quello che volevano i miei aguzzini”.

Una testimonianza avvenuta non solo sotto gli occhi degli studenti ma anche del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, del presidente della Camera Roberto Fico e del Senato, Maria Elisabetta Casellati. Anche la location non è stata decisa a caso, infatti, sono ben 26 anni che la comunità accoglie ragazzi di nazioni in guerra educandoli alla solidarietà e al rispetto del prossimo.

Presente all’incontro anche il presidente del consiglio Giuseppe Conte

Dei valori che sicuramente verranno accentuati dal racconto di Liliana Segre che ha incominciato il suo racconto dal lontano 1938 quando a causa delle leggi razziali fu espulsa dalla terza elementare della scuola Ruffini, a Milano.

Non solo gli studenti presenti sono riusciti ad assistere alla testimonianza. Infatti, grazie ad un collegamento streaming la ricostruzione è stata proiettata in tutte le scuole d’Italia ed in diretta su Rai 3.

“Quando ebbi la possibilità di prendere la pistola e sparare all’ufficiale tedesco non lo feci. E quello è stato il momento in cui ho capito che non ero come i miei assassini”.

Questo uno dei passaggi più significativi della conferenza. Come spiegato dalla donna, infatti, nonostante non abbia mai dimenticato la violenza subita ha imparato, col tempo, a non odiare.