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Trasporti, EasyJet taglia il 30% della forza lavoro

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Licenziamenti EasyJet: tagli del 30% al personale della compagnia

EasyJet ha in programma di tagliare fino al 30% dei suoi dipendenti nel tentativo di risparmiare sui costi, poiché prevede di far volare meno aerei quando tornerà in volo dopo la crisi del coronavirus.

Sono a rischio 4.500 posti di lavoro su un totale di 15.000 risorse umane: nei prossimi giorni la compagnia aerea avvierà un processo di consultazione con i dipendenti nei prossimi giorni.

EasyJet: “tagli” al personale e revisione dei contratti

EasyJet prevede che la domanda di passeggeri cominci ad incrementare gradualmente, raggiungendo solo il 30% della capacità nell’ultimo trimestre dell’anno rispetto all’ultimo trimestre del 2019.

Non prevede che la domanda raggiunga i livelli del 2019 per circa tre anni.

La compagnia aerea ha in programma di ridurre la sua flotta di aerei a 302 aerei, 51 in meno di quanto previsto prima dello scoppio di Covid-19.

EasyJet mira a ridurre i costi e a revisionare i contratti con gli aeroporti e l’assistenza a terra.

La compagnia aerea in precedenza aveva annunciato che avrebbe ripreso a volare a partire dal 15 giugno, con maggiori misure di sicurezza a bordo, compreso l’uso obbligatorio delle mascherine.

Johan Lundgren, amministratore delegato di easyJet, ha affermato che la compagnia aerea si è concentrata sulla salute del personale e dei passeggeri.

Ha aggiunto:

“Ci rendiamo conto che questi sono tempi molto difficili e dobbiamo prendere in considerazione decisioni molto difficili che avranno un impatto sul nostro personale, ma vogliamo proteggere quanti più posti di lavoro possibile a lungo termine”.

La compagnia aerea sta pianificando tagli più profondi rispetto ai suoi concorrenti della fascia low cost.

Ryanair ha dichiarato mira a licenziare il 15% del suo personale e Wizz intende ridurre la sua forza lavoro del 19%.

EasyJet inizialmente riavvierà i voli nel Regno Unito e in Francia a giugno

Ulteriori rotte verranno aggiunte nelle settimane successive, man mano che la domanda dei passeggeri aumenterà e le norme restrittive si allentano ulteriormente in tutta Europa.

“Sarebbe impossibile per le aziende operare con solo un terzo dei posti venduti, sarebbe dannoso per la ripresa: il paese rischia di rimanere indietro”,

ha affermato Lundgren in un’intervista al Corriere della Sera.