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Legge elettorale, la maggioranza dice no a uninominale e proporzionale puro

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Vertice sulla legge elettorale: il governo si divide. Le proposte del Pd e dei 5 Stelle

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Concluso il primo incontro di maggioranza sulla legge elettorale. Cosa è emerso dal vertice?

Incontro sulla legge elettorale

Si è tenuto ieri il primo vertice di maggioranza sulla legge elettorale. Almeno per ora, la maggioranza non sembrerebbe voler seguire una stessa linea, quindi si procederà per gradi.

Prima si delineeranno i contorni, poi si definiranno gli obiettivi, quindi si procedeà a riempire la cornice del quadro designato.

Come riporta La Repubblica, per ora sembra ci siano due punti fermi: una bocciatura netta del Pd al proporzionale puro e il proporzionale con correttivi come punto di partenza. Non tutti i democratici pare, però, siano disposti a lasciarsi dietro le spalle il proporzionale puro. Il Movimento 5 stelle sembra orientarsi sul modello spagnolo, con una soglia di sbarramento più alta.

Attriti tra Pd e 5 Stelle

La riunione, seppur sia andata bene, ha comunque fatto registrare delle tensioni. I dem volevano far inserire anche il concetto di governabilità, oltre a quello di rappresentanza, ma della governabilità, nel documento ufficiale, non vi è traccia. È rimasta aperta però la strada del doppio turno, come voluto dal Pd. La proposta dei democratici prevede un sistema proporzionale con una soglia bassa al primo turno.

I pentastellati, invece, palesano la volontà di arrivare ad un proporzionale con soglia alta, sul modello tedesco, come già avevano anticipato nel 2017 gli iscritti alla piattaforma Rousseau, che si erano espressi proprio a favore di un sistema proporzionale alla tedesca.

Dal canto suo, il partito di Giorgia Meloni avallerebbe un sistema proporzionale con soglia bassa, mentre il neo partito di Matteo Renzi, Italia Viva, preferirebbe un maggioritario. L’unica cosa certa è che i renziani non gradirebbero affatto un sistema spagnolo. Certezza data dalle stesse parole dell’ex segretario dem, che nella e-news scrive:

“Quattro elezioni in quattro anni e noi li prendiamo come modello?”

Intanto, entro la fine dell’anno i giallorossi promettono di mettere nero su bianco una proposta di legge elettorale.