La leader norvegese sorpresa a festeggiare il compleanno

In pandemia i festeggiamenti sono proibiti. Ma c’è chi non resiste al richiamo di compagnia e brindisi. Nella lista si aggiunge un personaggio istituzionale insospettabile: Erna Solberg, beccata a celebrare il proprio compleanno.

La premier norvegese colta in flagranza di reato durante la proprio di compleanno
Erna Solberg – Erna.no

Chi l’ha detto che solo i giovani sentano la mancanza delle feste? Stavolta a trasgredire e finire sui giornali di tutto il mondo è un esponente politico al di sopra di ogni sospetto.

La ribelle inaspettata

Il solo fatto che venga denomina la Merkel norvegese è parso indizio, non solo del credo politico, ma anche dell’impostazione lungimirante e cauta.

L’altro nome con cui viene designata è “Iron Erma“, Erma di ferro, con evidente riferimento a Margaret Thatcher.

Ma di rigore stavolta Erma Solberg, a capo del partito conservatore e soprattuto primo ministro del Paese (è al secondo mandato), non ha voluto saperne.

L’occasione era di quelle che cade una volta l’anno: il proprio compleanno. Nella fattispecie il genetliaco a cifra tonda, che sopraggiunge una volta ogni decennio.

Infatti la politica è nata il 24 febbraio 1961 e quest’anno di anni ne ha festeggi 60.

Così lo scorso mese ha celebrato l’evento nell’imbiancata cornice della località sciistica di Geilo.

Gli invitati, in due cene, erano più di dieci, il limite consentito dalle disposizione anti-covid della Norvegia.

Smascherata la premier ha ammesso la sua leggerezza.

A partire dalle dichiarazioni di Solberg, le indagini sono iniziate per accertare se vi siano state o meno infrazioni in materia di sicurezza sanitaria.

La leader che parlava ai bambini

Durante il lockdown a distinguerla tra i leader del globo, fu una conferenza stampa dedicata ai più piccoli, ai quali spiegava il perché delle restrizioni e dei festeggiamenti interdetti.

Solberg si era soffermata proprio sulle feste di compleanno. Disdirle, aveva detto, era una cosa spiacevole.

Aveva empatizzato con i bambini per la tristezza di non poter incontrare i propri amici, ricordando, però, che il rispetto delle norme avrebbe aiutato tutti a impedire al virus di diffondersi.

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