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Lavoro emergenza Covid-19: prorogato il blocco dei licenziamenti fino al 17 agosto

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Lavoro, Governo Conte: Blocco licenziamenti fino a metà agosto

Il Governo Conte ha prorogato il blocco dei licenziamenti fino al 17 agosto per evitare una “strage” di lavoratori.

Il lavoro è al centro dell’Agenda politica del Governo Conte, che ha concesso ulteriori quattro settimane delle 9 previste dal Decreto Rilancio.

Come confermato dal Premier Giuseppe Conte, l’Esecutivo interviene con un decreto legge sugli ammortizzatori sociali coprendo il potenziale “buco” nel ricorso alla CIG in questa fase di piena emergenza Covid-19.

Conte al punto stampa a Villa Pamphilj ha anticipato che c’è un progetto molto sfidante:

“una fiscalità di vantaggio diffusa per tutta il Mezzogiorno per poter attirare imprese”.

Lo stesso Premier ha sottolineato:

“Non consentiremo licenziamenti e l’aumento della disoccupazione.

A differenza di altri governi, noi non lasciamo i lavoratori. Non li abbandoniamo per strada, non consentiamo che siano licenziati”.

La politica è “molto onerosa” dal punto di vista finanziario, infatti, sono stati stanziati 25 miliardi per questo obiettivo.

Lavoro, Cassa Integrazione: in arrivo altre 4 settimane

Le aziende ed i lavoratori che hanno esaurito le prime 14 settimane di Cassa Integrazione

«potranno chiedere da subito le ulteriori quattro settimane approvate dal dl Rilancio»,

sottolinea il premier Giuseppe Conte nel corso della riunione con i sindacati agli Stati Generali dell’Economia.

Alle iniziali 9 settimane di Cassa Integrazione previste dal Decreto Cura Italia sono state aggiunte 9 settimane nel Decreto Rilancio, divise in due tranche: 5 settimane da poter utilizzare nel periodo dal 23 febbraio alla fine di agosto e altre 4 settimane tra settembre e ottobre.

In questo modo si potranno utilizzare consecutivamente le ultime quattro settimane, garantendo così ai lavoratori la continuità del sostegno al reddito.

Lavoro post Covid-19, Catalfo: riforma degli ammortizzatori sociali è una priorità assoluta

Visto che il sistema attuale è «farraginoso» e «frammentato», la riforma degli ammortizzatori sociali «è una assoluta priorità», afferma la Ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo.

Tra i “cavalli di battaglia” del Governo ci sono: il salario minimo, le regole per lo smart working e la detassazione degli aumenti contrattuali.