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Lavoro: 200 contratti in scadenza nel terziario, metalmeccanica e logistica

Lavoro: entro 31 dicembre sono in scadenza i contratti collettivi che coinvolgono 6,5 milioni di addetti

Lavoro con Ccnl Terziario, metalmeccanici, logistica: entro il 31 dicembre scadono i contratti che coinvolgono 4 milioni di lavoratori.

Già a dicembre sono arrivati importanti rinnovi per i bancari e per i medici.

Entro la fine del 2020 saranno più di 6 milioni gli addetti senza contratto nel settore ambiente, moda, cooperative sociosanitarie ed edilizia.

Cnel Rapporto: il commento del Presidente Tiziano Treu

A registrare il dato è il Cnel nel Rapporto sul lavoro: la percentuale di lavoratori in attesa di rinnovo oscilla tra il 78% nel settore metalmeccanico e il 13-15% nel chimico e nelle aziende di servizi.

Lo stesso Presidente del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, Tiziano Treu, ha commentato che il quadro che risulta dal Rapporto sul mercato del lavoro, giunto alla sua XXI edizione, presenta più ombre che luci.

Nonostante una timida ripresa dell’occupazione, l’intensità di questa, misurata sulle ore lavorate, resta inferiore a quella del periodo precedente lo scoppio della crisi economica.

Rispetto alla media europea il lavoro femminile è ancora molto al di sotto dei colleghi uomini e rimane ampio il gap retributivo.

La situazione rimane allarmante per i giovani: la disoccupazione resta tre volte più elevata di quella degli adulti.

È aumentato il numero dei lavoratori assunti con contratto part time involontario, soprattutto per i giovani e per le donne. La maggior parte dei lavoratori vorrebbe il full time.

Anche il contratto di lavoro a termine è diventato una “costante”, soprattutto per il lavoro giovanile e femminile.

E sono cresciute le disuguaglianze tra Nord e Sud: nessuna regione italiana, è riuscita a tornare sul livello di benessere registrato in epoca pre-crisi.

Questa situazione e fotografia del mercato occupazionale ha radici strutturale e riflette la debolezza di un’economia stagnante.

Il sentiero di crescita dell’Italia, purtroppo, rimane stabile e fluttua intorno allo 0.2% annuo.