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William e Harry, offesa la memoria di Lady Diana: la sua morte diventa un’attrazione da parco divertimento

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Rivivere la morte di Lady Diana come se si fosse presenti sul luogo dell’incidente? Oggi è possibile. Il “no comment” di William e Harry

Principessa Diana, l'incidente che subì diventa attrazione turistica
Lady Diana

Il parco “National Enquirer Live“, che organizza eventi a tema, è sul punto di lanciare un’esibizione speciale che consente al pubblico (soprattutto ai più giovani, curiosi di approfondire la vicenda di Lady Diana),  di rivivere la dinamica dell’incidente che ha causato la morte della principessa e indagare le teorie complottistiche che l’hanno susseguita.

Lady Diana, la sua morte diventa scopo di divertimento

Assurdo anche solo pensarlo ma è esattamente così. Lady D con la sua morte ha lasciato tanto dolore e stupore, ma a quanto pare qualcuno ha pensato bene di lucare anche su quello. Il parco divertimento Nationa Enquirer Live giustifica così l’idea di aver creato un percorso a tema, l’incidente e i paparazzi che la inseguono:

«Non è di cattivo gusto. Mostriamo solo ciò che è accaduto: il percorso da quando ha lasciato l’hotel Ritz e i paparazzi che la inseguono, compresi i flash che, crediamo, abbiano abbagliato l’autista»

Questa la difesa di chi ha ideato “l’esibizione” dalle accuse di “no comment” dei principi William e Harry.
Tuttavia, il “National Enquirer Live” prosegue per la sua strada e  sembra non preoccuparsene. Tutt’altro.

La scelta di un’attrazione macabra offende la memoria di Lady Diana

Il parco a tema che sorge in Tennessee, aprirà oggi un’attrazione speciale ispirata alla dinamica dell’incidente che ha causato la morte di Lady D sotto il tunnel del Pont de l’Alma a Parigi la notte del 31 agosto 1997.

«È tutto proiettato, si possono vedere i palazzi e le strade in 3D. Mostra il percorso da quando ha lasciato l’hotel Ritz e i paparazzi che la inseguono, compresi i flash che, crediamo, abbiano abbagliato l’autista. Fa vedere cosa è accaduto».

Spiega al Daily Beast l’imprenditore Robin Turner. Niente scene cruenti o immagini che possono scatenare la sensibilità anche dei visitatori più suscettibili di stomaco e di cuore.

«Non c’è sangue. Nulla di tutto ciò. Si può vedere il momento dell’incidente attraverso la computer animation».

Il tutto condito dall’opportunità data agli spettatori di indagare in prima persona  le varie teorie cospirazioniste emerse dopo la morte di Lady Diana, che sembrano ricollegare anche al suo compagno dell’epoca, l’imprenditore anglo egiziano Dodi Al Fayed. Si parte dall’indiscrezione che la principessa del Galles fosse incinta al momento dello schianto fino al supposto coinvolgimento dei servizi segreti britannici che erano contrari a quella relazione clandestina.

«Verrà chiesto in cosa si crede sia successo, le cause della sua morte e chi c’è dietro. Le nostre domande sono del tipo: “Credi che la famiglia reale sia coinvolta?”, “Credi che Lady Diana aspettasse un bambino?”. Tutto ciò che facciamo è chiedere quale sia l’opinione dei nostri visitatori»

Prosegue Turner che, di fronte all’incredulità di chi gli stava di fronte, ci tiene a precisare che non è di cattivo gusto. Mostrano  solo ciò che è accaduto, dice. Per quelli che non sono mai stati a Parigi è un modo per vedere la topografia della città, le distanze da un luogo all’altro, il tunnel. È realizzato con una particolare attenzione alla tecnica e alla fedeltà dell’accaduto.