Home News La protesta dei ristoratori sull’A1: “vogliamo lavorare al chiuso”

La protesta dei ristoratori sull’A1: “vogliamo lavorare al chiuso”

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I ristoratori potranno finalmente far sedere i clienti al tavolo fino a sera, ma rigorosamente sotto gli astri celesti. Lunedì 26 maggio è prevista la ripresa di molte attività, ma c’è la cautela imprescindibile di rimanere all’aperto.

La protesta dei ristoratori per lavorare al chiuso
Protesta sull’autostrada A1 – Agenzia DIRE

 

Il governo ha preso la decisione in accordo con gli esperti, secondo cui il rischio si abbassa notevolmente all’aria aperta. Ma la notizia ha riportato gli imprenditori in strada. Estenuati da un anno di aperture e chiusure a singhiozzo, hanno fermato l’uscita a Incise (Firenze) con il conseguente rallentamento del traffico.

Lavoro anche al chiuso

Fa ancora troppo freddo per i ristoratori. In effetti nei prossimi giorni sono previsti perturbazioni e temperature che solo i vacanzieri nordici, di cui il Paese è sgombro, considererebbero calde.

La prossima settimana Napoli sarà più tiepida e assolata con picchi di ben 27 gradi.

Ma risalendo per lo scarpone la situazione s’incrina progressivamente.

Roma farà salire il termometro già questo fine settimana, seppure in modo molto contenuto.

Firenze sarà più mite nel clima, ma soggetta a varie perturbazioni.

Milano sfiorerà i 20 grandi per poi ritirarsi verso temperature meno clementi.

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Freddo a parte, la precarietà meterologica è legata soprattutto alle precipitazioni che intimidiscono i propositi di un pasto fuori casa.

Così i membri di TNI Italia (Tutela Nazionale Imprese), associazione nata ad inizio pandemia raggruppando attività di ospitalità e ristorazione, ha bloccato l’autostrada A1 all’altezza di Incisa (Firenze).

Pasquale Naccari, il presidente, ribadisce la volontà di voler ritornare a lavorare anche al chiuso e rispettando tutte le misure di sicurezza.

“Mentre la gente piangeva davanti al parlamento e chideva aiuto, tutti si sono concentrati su un cappello e due corna.”

Ad affermarlo è Emes Ferarri. Parla della ricezione della manifestazione del 6 aprile a Roma.

Fa riferimento al modo in cui si presentò davanti Palazzo Montecitorio, ossia travestimento da bufalo umano.

Corna in testa e volto dipinto col tricolore, a emulazione dell’ormai famoso Jack Lo Sciamano che il 6 gennaio partecipò all’assalto di Capitol Hill.

Anch’egli, modenese, appartiene alla categoria dei ristoratori.

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Lo sciamano italiano non manca neanche questa mattina. La mise è sobria e le parole dure:

“È un disegno criminale”

Le misure previste, spiega, potrebbero portare a spazzare via le loro attività.

I rallentamenti

Un automobilista impaziente, irritato e sprezzante ha reagito cercando di evitare il blocco.

Un manifestante che ne impediva il passaggio insieme ai colleghi è stato investito, per fortuna non gravemente.

L’uomo al volante è stato rintracciato e fermato poco dopo l’accaduto.

Intanto le code di automobili crescono. Verso le ore 12 c’erano 6 chilometri di fila verso Roma e 5 verso Bologna.

La richiesta di Autostrade per chi viaggia verso la capitale è uscire a Firenze sud, per poi immettersi nuovamente nella strada a scorrimento veloce a Valdarno.

Per chi invece guida in direzione opposta è consigliato di uscire a Valdarno e rientrare ad Incise.