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La Norvegia verso il boicottaggio dei mondiali in Qatar

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La nazione nordica vuole sottrarsi da una competizione infangata dalla morte di 6.500 persone, gli operai all’opera per creare il volto avveniristico del Paese.

La Norvegia vuole boicottare i mondiali in Qatar
Calcio

Tromsø, una squadra di calcio non molto conosciuta, non vuole essere complice della carneficina in atto in Qatar. Intanto la Fifa spalleggia il governo mediorientale, intenta a proseguire sulla strada verso i grandi giochi in arrivo.

Piccoli ma ribelli

Un tentato di boicottaggio, per il momento fallito, quello della scorsa domenica consistente in una votazione della NFF.

Infatti la federazione calcistica norvegese ha chiesto ai suoi rappresenti se vogliono ritirarsi dai prossimi Mondiali.

Non è stata raggiunta la maggioranza e la prossima votazione ci sarà il 20 giugno.

Per i nordici la decisione è sofferta. Per la prima volta, dopo 22 anni, hanno una formazione di valenti giocatori con cui finalmente fare ritorno sotto i riflettori del calcio globale.

Ma questo non ha fermato lo sdegno di Tromsø, un piccolo club di prima divisione, che ha proposto alla nazione di divincolarsi dai mondiali. L’idea ha ricevuto il sostegno di altri club, ben più grandi e famosi.

Mastodontici lavori

Il 2022 è l’anno del 22esimo appuntamento più atteso dagli appassionati di calcio, ma non solo. Persino chi solitamente tralascia il pallone, fa un’eccezione per il campionato quadriennale.

Il prossimo anno, i Mondiali di calcio si terranno in Qatar.

Per ospitare l’evento il Paese si sta rifacendo il look: più moderno, tecnologico, addirittura avveniristico.

Saranno otto gli stadi: sette costruiti di sana pianta e uno ristrutturato.

Tra questi è già pronto il maestoso e leggiadro Al Janoub realizzato dallo studio Zaha Hadid Architects. Ha il tetto retrattile e l’intera struttura è ispirata alla dhwo, l’imbarcazione del posto.

Oltre alle strade, un aeroporto nuovo di zecca e alberghi, sta sorgendo Lusair, la città interamente pensata, progettata e in continua costruzione per accogliere atleti, allenatori, dirigenti, spettatori e per mostrare al mondo quanto sia sfavillante l’emirato.

Crimini contro l’umanità

Ma il nuovo aspetto del Qatar sembrerebbe avere un costo umano molto alto. A morire in condizioni schiavizzanti sono gli operai provenienti dalle parti più povere del mondo.

A perire sarebbero stati 6.500 uomini, dodici ogni giorno.

Le stime non sono certe perché il Qatar si rifiuta di indagare sui decessi dei formicai che costruiscono la superficie sgargiante e forte del Paese.

Ma la Norvegia non è l’unica a sollevare la questione, anche se è la sola ad averla ufficializzata.

Anche in Germania gli ambienti del calcio hanno bussato alla porta della federazione nazionale, chiedendo che il boicottaggio venga preso in considerazione.

Invece la Danimarca ha chiesto una petizione. C’è bisogno di 50.000 firme entro l’8 giugno. In caso il numero venga raggiunto l’argomento sarà dibattuto in parlamento.