Italia Viva, Matteo Renzi rilancia: Maria Elena Boschi capogruppo e Francesco Bonifazi tesoriere

Inizia a prendere forma Italia Viva, il nuovo partito di Matteo Renzi, formatosi dopo la scissione dal PD. Maria Elena Boschi capogruppo e Francesco Bonifazi tesoriere

italia-viva-maria-elena-boschi

Individuati i primi ruoli che ricopriranno i politici di Italia Viva, i quali hanno seguito Matteo Renzi dopo la scissione dal Partito Democratico.

Maria Elena Boschi capogruppo

Maria Elena Boschi è la capogruppo alla Camera di Italia Viva, il nuovo partito di Matteo Renzi, come si evince da Il Fatto Quotidiano.

A comunicarlo, in apertura dei lavori d’aula, la vice presidente della Camera, Maria Edera Spadoni.

“Il 19 settembre è pervenuta la comunicazione della costituzione del gruppo parlamentare di Italia Viva, come presidente è stata designata Maria Elena Boschi”.

Al Senato, il medesimo ruolo di Maria Elena Boschi verrà ricoperto dal Senatore della Repubblica Italiana – Davide Faraone – militante tra i Democratici di Sinistra dal 1998 al 2007 e nel Partito Democratico dal 2007, sotto la guida di Walter Veltroni fino a quella di Matteo Renzi nel 2019.

Tre i vicepresidenti di Italia Viva: Luigi Marattin a Montecitorio, Laura Garavini e il socialista Riccardo Nencini a Palazzo Madama. Dopo la scissione dal Partito Democratico attuata da Matteo Renzi, prende ora forma il nuovo partito formatosi.

Il caso Bonifazi

In Italia Viva ci sarà posto anche per Francesco Bonifazi. Il politico era sostituito da Luigi Zanda come tesoriere del PD dopo la vittoria di Nicola Zingaretti alle primarie. Nel nuovo partito di Renzi, rivestirà la stessa responsabilità al Senato.

Bonifazi era finito sotto indagine da parte della procura di Roma nel 2018, con l’accusa di finanziamento illecito nell’ambito dell’inchiesta sui pagamenti alla politica dell’imprenditore Luca Parnasi.

Quest’ultimo, che era stato arrestato mesi prima per la vicenda dello stadio della AS Roma, avrebbe versato 150.000 euro allo studio immobiliare “Eyu” di Bonifazi, denaro che in realtà era destinato al PD. A marzo 2019 l’inchiesta si è allargata: gli vengono contestate anche delle false fatture.

Impostazioni privacy