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ISTAT, Lavoro: sentiment negativo e stima di 385mila disoccupati in più

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ISTAT, Sentiment e fiducia dei consumatori e delle imprese

Sul mercato del lavoro, ISTAT stima che si conteranno 385.000 disoccupati in più: a rivelarlo è il Direttore per la produzione statistica, Roberto Monducci, in audizione in commissione Lavoro al Senato.

Inoltre, il sentiment ed il clima di fiducia degli operatori economici, in seguito all’emergenza sanitaria ed alla crisi economica Covid-19, si attesta sul valore più basso dal marzo 2005 a oggi (pari a 51,1).

Dopo la sospensione nel mese di aprile 2020 dovuta all’emergenza sanitaria Covid-19, le indagini sulla fiducia di consumatori e delle imprese tornano ad essere effettuate nel mese di maggio 2020.

Le stime effettuate con i dati raccolti a maggio 2020 indicano livelli storicamente bassi dell’indice del clima di fiducia dei consumatori (94,3) e dell’indice composito del clima di fiducia delle imprese (51,1).

ISTAT: le componenti del clima di fiducia dei consumatori

Comparando i dati di maggio con quelli relativi a marzo si segnalano flessioni per tutte le componenti del clima di fiducia dei consumatori.

In particolare, la diminuzione è marcata per il clima corrente e per quello economico, mentre per il clima futuro e per quello personale si registrano diminuzioni più contenute.

Il clima personale cala da 102,4 a 100,9, il clima economico passa da 94,4 a 71,9, il clima corrente cade da 104,8 a 95,0 e il clima futuro passa da 93,3 a 93,1.

ISTAT, clima di fiducia delle imprese

Con riferimento alle imprese italiane, le stime degli indici evidenziano una caduta della fiducia nel settore dei servizi di mercato (rispetto al mese di marzo l’indice è passato da 75,7 a 38,8), delle costruzioni (da 139,0 a 108,4) e del commercio al dettaglio (da 95,6 a 67,8).

ISTAT, indice di fiducia nel settore della manifattura

Nel settore della manifattura, l’indice di fiducia registra una flessione relativamente più contenuta, passando da 87,2 a 71,2.

Nel settore della manifattura i giudizi sugli ordini peggiorano, gli stock di prodotti finiti sono giudicate in accumulo e le attese di produzione subiscono un ulteriore ribasso.