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Isabella Noventa, l’ombra del quarto uomo. Il fratello: “Le prove sono schiaccianti”

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Nel caso di Isabella Noventa spunta l’ombra del quarto uomo ma il fratello della vittima insorge e spera in una riconferma della condanna.

Omicidio Noventa, l'ombra del quarto uomo. Il fratello: "Le prove sono schiaccianti"

Isabella Noventa è uno dei casi di cronaca ancora avvolti nel mistero, nonostante questo tra pochi giorni la Cassazione avrà il compito di riconfermare o meno la condanna di Freddy Sorgato.

La scomparsa di Isabella

Uno dei casi di cronaca italiana più clamorosi con la sparizione nel nulla di questa donna e condanne di omicidio, nonostante ad oggi il corpo non sia mai stato trovato.

Era la notte tra il 15 e 16 gennaio 2015 a Noventa Padovana quando la donna ha trascorso del tempo con il suo compagno Freddy Sorgato, come da abitudine. Secondo la ricostruzione processuale, durante quella terribile notte la donna sarebbe stata attirata nella trappola in quella casa dove ad aspettarla c’era non solo il compagno ma anche la sorella armata di martello. La donna avrebbe aggreddito la vittima e colpita più volte, sempre in presenza di Freddy. Successivamente si sarebbero liberati del corpo grazie anche alla complicità dell’amica Manuela Cacco condannata a sedici anni che ha svolto un ruolo chiave di depistaggio nelle indagini. Infatti è lei la donna che passeggia in piazza indossando il giubbotto bianco della vittima, per farsi riprendere dalle telecamere al fine di inscenare un allontanamento volontario.

Le parole del fratello

Mancano pochissimi giorni alla sentenza della Cassazione e la difesa di Freddy Sorgato – condannato a 30 anni di reclusione in appello – ha introdotto l’elemento del quarto uomo che avrebbe non solo partecipato ma anche compiuto il delitto.

Una storia che non è piaciuta per nulla al fratello della vittima, che ha parlato ai microfoni di Quarto Grado:

“Se ci fosse stato questo quarto uomo perchè lo tirano fuori a distanza di quasi cinque anni?”

Paolo, fratello di Isabella, evidenzia che tra le immagini della videosorveglianza non appaia alcun uomo e alcuna altra automobile:

“le prove sono schiaccianti, non vedo alternative se non la riconferma della pena”

Tra pochi giorni la sentenza di Cassazione deciderà se riconfermare o meno quando deciso per questo caso di cronaca agghiacciante.