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Ciro Di Maio, il pizzaiolo che vuole insegnare il mestiere ai carcerati

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L’arte del pizzaiolo, un artigiano in cucina tra funghi e mozzarella, è un mestiere spesso tramandato in famiglia, come nel caso di Ciro Di Maio.

Pizzaiolo  vuole insegnare il mestiere ai carcerati.
Ciro Di Maio

Ha iniziato così a cucinare, seguendo le orme del padre, il giovane pizzaiolo napoletano, che ora vuole trasmettere la sua passione anche ai carcerati.

L’arte del pizzaiolo

Una bella storia quella di Ciro Di Maio, un trentenne che ha scelto di portare in Lombardia le pizze napoletane. L’uomo è originario di Frattamaggiore, in provincia di Napoli, ed è il titolare della pizzeria “Pizza madre” di Brescia.

La sua è la storia di un’infanzia difficile, con studi non terminati appena raggiunta la maggiore età. Tuttavia è anche una storia che parla di un’innata dedizione al lavoro e di una grande forza d’animo.

Ha imparato a cucinare al seguito di suo padre, Eugenio “Geggè”, che a fatica  e con grande coraggio, dopo un trascorso difficile in cui ha anche avuto rapporti con la camorra, si è “convertito” mettendosi ad aiutare i giovani e i poveri.

Per questo anche Ciro ha deciso che vorrebbe dare una mano. Erano già stati presi accordi col Garante dei detenuti di Brescia affinché potesse insegnare ai carcerati il suo mestiere.
Sfortunatamente l’emergenza della pandemia da Covid-19 ha fermato il progetto.

Un lavoro dopo il carcere

Molto spesso è proprio il carcere che perfeziona, suo malgrado, l’attività criminale di chi è in stato detentivo.

La riabilitazione carceraria dovrebbe essere un cardine per quanti, dopo aver pagato il proprio tributo alla società, debbano rientrare nel mondo, ma senza quel marchio infamante della detenzione, e questo è possibile grazie al lavoro.

Un pensiero che per Ciro Di Maio, pizzaiolo per passione e professione è ben chiaro

“i ragazzi che escono dal carcere fondamentalmente non hanno un mestiere, perchè, essendo senza lavoro ,sono andati a rubare, a spacciare”.

Come riferisce Fanpage, Ciro ha avuto un padre che pur essendo partito da una situazione economica difficile, gli ha anche insegnato cosa voglia dire andare incontro alle difficoltà altrui, andando a cucinare per i poveri la domenica.
Ciro vuole proseguire il lavoro del padre insegnando un mestiere ai detenuti.

Per ora il Covid frena questo sogno del giovane pizzaiolo, in carcere ora sono negate le visite di famigliari e parenti, così come le attività culturali e formative.

Luisa Ravagnani è la garante dei detenuti di Brescia, dove vive e lavora Ciro Di Maio. L’uomo si era rivolto proprio a lei per questa iniziativa.

Ed è lei che conferma come, non aver avuto una formazione, potrebbe portare un’ulteriore difficoltaper queste persone nel trovare uno sbocco nel mondo esterno’.