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Inps, il presidente Tridico si aumenta lo stipendio a 150mila euro: è bufera

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Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha chiesto le dimissioni del presidente dell’Istituto di previdenza.

pasquale Tridico aumento stipendio

Proprio Tridico era stato uno degli ideatori del reddito di cittadinanza, il sussidio statale voluto dal Movimento 5 Stelle.

Il presidente dell’Inps nella bufera

Un aumento di stipendio da 62 mila a 150 mila euro che non è passato inosservato: si è alzato così un vero e proprio polverone, mediatico e politico, sul presidente dell’Inps, Pasquale Tridico.

Un aumento, con effetto retroattivo, che si è svolto secondo legge: ad averlo previsto, infatti, come riferisce anche Il Sole 24 ore, è un decreto interministeriale risalente allo scorso 7 agosto del Ministero del Lavoro. A promuovere tale decreto la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo.

Non solo Pasquale Tridico, anche al presidente dell’Inail viene riconosciuto uno stipendio di 150 mila euro all’anno. Ai vicepresidenti dei due Istituti vanno invece 40 mila euro all’anno.

Per i consiglieri di amministrazione di Inps e Inail spettano invece 23 mila euro ciascuno.

L’aumento dello stipendio di Tridico e gli altri ha effetto retroattivo, a partire dalla data delle rispettive nomine, marzo 2019 nello specifico quella del presidente.

Salvini chiede le dimissioni

Il centrodestra è unanime nella condanna e nella richiesta di dimissioni del presidente dell’Istituto di previdenza sociale.

“Non ho parole. Invece di aumentarsi lo stipendio, prima paghi la cassa integrazione alle centinaia di migliaia di lavoratori che la aspettano da mesi, poi chieda scusa e si dimetta”

è il duro attacco del leader della Lega, Matteo Salvini.

Anche i sindaci dell’Inps hanno chiesto ulteriori accertamenti, sia sull’aumento dello stipendio, sia sulla retroattività degli stessi.

“Una cosa assurda, soprattutto quando gli italiani continuano a non ricevere la cassa integrazione e le famiglie sono piegate da una crisi che il governo è incapace a fronteggiare”

è il duro commento del presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Luca Ciriani. Della stessa opinione anche Maurizio Gasparri e Osvaldo Napoli, del direttivo di Forza Italia.