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Influencer, odio o amore? Ecco perché vengono seguiti, apprezzati e colpiscono nel segno

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Gli influencer sono amati, odiati e nello stesso tempo seguiti. Perché hanno questa grande capacità di colpire nel segno?

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Chi sono gli Influencer? La categoria è rappresentata da individui che influenzano l’opinione pubblica e costituiscono un target importante cui indirizzare messaggi.

Chi sono i personaggi social che seguiamo

Attraverso un indagine condotta dagli esperti del settore e pubblicata sul portale di Guidapsicologi.it è emerso quanto i personaggi pubblici possono condizionare le nostre abitudini e gusti.

ll marketing di influenza è un tipo in cui la concentrazione è posta sulle persone influenti più che sui brand.

Dal punto di vista psicologico, l’opinione pubblica dei personaggi influenti influenza la massa popolare. Basti pensare ai diversi personaggi pubblici, ai volti della tv oppure al più semplice e recente scherzo fatto dalla Iene a Chiara Biasi che in un momento di stizza ha pronunciato:

“Io per 80 mila euro nemmeno mi alzo la mattina e mi pettino”

come riportato da Vanity Fair.

Basta poco per attrarre l’attenzione del pubblico o per influenzarla in modo consistente. Se si ci sofferma a pensare alla piccola vicenda che vede coinvolta Chiara Ferragni, personaggio di massimo spicco in questo momento –  per aver pubblicato il suo documentario, ancor di più per la notizia del nome come valletta a Sanremo al fianco di Amadeus.

La maggior parte dei volti televisivi utilizza ogni minima occasione per entrare al centro delle attenzione, sfruttando anche  l’immagine del figlio per pubblicizzare i diversi brand, così anche occasioni di pranzo o cene, spesso con un finale da teatro. Per non parlare delle mille foto per pubblicizzare un prodotto oppure del bombardamento pubblicitario nei periodi festivi, sfruttando al massimo ogni occasione. Tale comportamento è mosso dai numerosi guadagni facili.

La maggior parte dei brand tende ad investire, sempre di più, su questa forma di pubblicità, soprattutto perchè notano che i consumatori sono sempre più attratti da questi canali di comunicazione.

L’emozioni che si diffondo sono diverse, nella maggior parte dei casi si prova tristezza e in altri ammirazione o invidia.

Come spiega il dottor Jacopo Biraschi, psicologo clinico, le dinamiche presenti alla base della relazione follower-influencer sono simili alle relazioni spettatore-personaggi.

Tutto ciò capita perchè la nostra mente tende ad immedesimarsi con il tutto, storia, racconto, personaggi e vicende. Tutto appare reale e vero, facendoci sperimentare emozioni come simpatia oppure disprezzo ecc, mentre i  follower tendono a identificarsi con  i protagonisti.

La maggior parte delle scelte sono influenzate dai follower, anche coloro che negano, in realtà scelgono perchè fortemente influenzati.

Tra follower e influencer, come spiega il dottor Biraschi, nasce e si sviluppa una relazione asimmetrica. Nel seguire qualcuno, si riconosce l’idea di stare in platea, ammettendo che lui è il protagonista e noi gli spettatori.

Di fatto, questa forma di pubblicità e promozione, influenza l’opinione pubblica ed è spesso soggetta a condanne, in particolar modo nell’immaginario collettivo, ma in grado di muovere enormi quantità di denaro, influenzando gli acquisti e le mode.

L’evoluzione di chi ci “influenza”

Gli influencer si distinguono nettamente da ieri e presentano tre caratteristiche peculiari ovvero:

  • la disponibilità 24 su 24 online
  • la specificità, ovvero, la grande scelta nei minimi dettagli
  • abbattono le distanze, non esiste più una moda lontana dal mondo delle stelle, ma una moda che è tratta sono da personaggi famosi.

La fiducia agli influencer anche se apparentemente negata, di fatto, tutti seguono i loro protagonisti e scelgono in base al loro condizionamento, acquistando negli e-commerce i prodotti da loro promossi, confermando il potere degli influencer. Tra i più seguiti ritroviamo la categorie Food & Travel successivamente Moda & Design ed infine Sport & Health.

Il dottor Biraschi, afferma che il risentimento che uno prova verso questa categoria e mosso dalla rabbia, strettamente correlata al senso di ingiustizia legato al fatto che anche noi potremmo essere al suo posto.