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Incidente Ponte Milvio, “Il semaforo era verde”: la rivelazione dell’avvocato difensore della vittima

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Continuano le indagini sull’incidente di Ponte Milvio per capire cosa sia accaduto. Ora il legale difensore della vittima rivela qualcosa di inaspettato

Incidente Ponte Milvio
Incidente Ponte Milvio

L‘incidente a Ponte Milvio è uno dei fatti di cronaca più sconvolgenti di questi ultimi giorni dell’anno e ora l’avvocato difensore di una delle vittime afferma qualcosa che potrebbe cambiare tutto.

Il semaforo di Corso Francia

Le due giovani ragazze – Gaia e Camilla – sono morte a seguito impatto violento con il Suv guidato da Pietro Genovese, che si trovava a bordo con altri due amici che hanno rilasciato la loro testimonianza.

Nell’attesa dell’interrogatorio al ragazzo – ora agli arresti domiciliari con accusa di omicidio plurimo stradale – l’avvocato difensore della famiglia di Camilla ha depositato un atto in Procura per richiedere  “accertamenti compiutamente la circostanza”.

Cosa significa questo? Il semaforo di Corso Francia posto nel tratto dove hanno attraversato Gaia e Camilla – come racconta anche il Messaggero – non prevede il giallo. Per questo motivo è possibile che le ragazze abbiano attraversato la strada con il verde per i pedoni e che sia poi scattato in rosso:

“non prevede il caratteristico giallo”

Con un verde lampeggiante che dura tre secondi e 40′ a cui segue immediatamente il rosso

“dopo un secondo circa sopraggiunge il verde per le automobili della carreggiata”

Ha scritto il legale nel suo atto rilasciato in Procura.

Evidenzia anche che in questo caso

“la circostanza appare determinante sul profilo probatorio”

Mettendo in luce il fatto che Pietro Genovese sia sopraggiunto su quelle strisce pedonali con il verde e che la macchina a fianco si sia fermata:

“diviene certo che le ragazze abbiano iniziato l’attraversamento pedonale con il verde”

Imbattendosi nel verde lampeggiante e poi rosso.

Per questo motivo l’avvocato chiede:

“di accertare compiutamente la circostanza che si ribadisce si ritiene rilevante ai fini probatori e accertamento della verità”