Home News Inchiesta della Procura sulle discoteche aperte in Sardegna: s’ipotizza epidemia colposa

Inchiesta della Procura sulle discoteche aperte in Sardegna: s’ipotizza epidemia colposa

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Dovranno rispondere di epidemia colposa dopo la messa in onda del servizio giornalistico andato in onda lunedì sera durante la trasmissione Report su Rai 3.

La scelta della Regione Sardegna ora è al vaglio della Procura.

Discoteche aperte, la scelta della Regione Sardegna

I magistrati della Procura di Cagliari, dopo aver visionato il servizio andato in onda durante la trasmissione Report su Rai 3, hanno deciso di indagare circa la scelta operata dalla Regione Sardegna di lasciare aperte le discoteche in estate.
Gli inquirenti devono appurare se una tale decisione, in tempi come questi del coronavirus, abbia avuto qualche effetto scatenante nell’aumento dei contagi. Il reato che viene ipotizzato è quello di epidemia colposa.

Secondo la Procura di Cagliari l’affluenza alle discoteche avrebbe favorito la diffusione del contagio da Coronavirus non solo sull’isola, allora vicina agli zero casi positivi giornalieri, ma anche nel resto tutta Italia.

La Regione sembra aver consentito l’apertura dei locali soprattutto nella zona più gettonata della Sardegna, la Costa Smeralda, nonostante fosse a conoscenza dei rischi.

La procuratrice Maria Alessandra Pelagatti ha posto a capo dell’indagine Paolo De Angelis, ora gli investigatori della Procura si concentreranno sul parere del Comitato tecnico scientifico.

Le serate con dj importanti

Il governatore Solinas tuttavia ha dichiarato di non aver mai visto il documento. Angelo Cocciu, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, ha affermato:

“Non volevamo rischiare sulle vite umane, ma abbiamo visto che il contagio non era ancora così importante”.

Alcune discoteche come il Billionaire e Phi Beach avevano contratti stratosferici con dj importanti, per questo motivo sono state chieste alcune serate di apertura in più, senza per questo necessariamente arrivare fino al 31 agosto.

Secondo quanto riportato da Fanpage,  anche il conduttore della trasmissione Sigfrido Ranucci, ha evidenziato il fatto che nessuno avesse visto l’atto del Cts.