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Inchiesta camici bianchi in Lombardia, indagato il presidente della regione Attilio Fontana

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Il presidente della regione Lombardia, Attilio Fontana, risulta indagato nell’inchiesta sulla fornitura di camici da parte della società del cognato, Andrea Dini.

attilio fontana

Attilio Fontana ha replicato alle accuse sulla fornitura dei camici bianchi. “Tutto lecito” ha detto il presidente della regione.

Inchiesta sui camici

È finito anche il nome del governatore della Lombardia, Attilio Fontana, nell’inchiesta sui camici bianchi nella regione più ferita dall’emergenza coronavirus. Come riferisce anche Fanpage, infatti, il presidente della regione, insieme al cognato, Alberto Dini e Filippo Bongiovanni, ex dg di Aria Spa, è stato iscritto nel registro degli indagati.

Le indagini della Procura di Milano riguardano la fornitura di camici ed altri dispositivi di protezione della Dama Spa, la società gestita dal cognato di Fontana.

Le accuse per Bongiovanni

L’iscrizione nel registro degli indagati è arrivata proprio ieri, venerdì 24 luglio, nella stessa giornata in cui i pm hanno interrogato Filippo Bongiovanni, ex direttore generale di Aria spa, la centrale acquisti della regione.

Bongiovanni è indagato per turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente, assieme al cognato di Fontana.

Durante l’interrogatorio con il pubblico ministero, il dg di Aria avrebbe fornito la sua versione dei fatti. Bongiovanni avrebbe chiarito come la Regione Lombardia e la sua società, durante le fasi più difficili dell’emergenza Coronavirus, abbiano sempre operato in uno stato di necessità.

Con una determina firmata proprio da Fontana, l’8 aprile scorso è Bongiovanni si vide affidare un potere quasi assoluto di spesa. E, grazie alla determina, che non passò per la giunta, l’ex direttore generale, in questi mesi, ha fatto acquisti per quasi 600 milioni di euro.

Secondo gli inquirenti quell’affidamento sarebbe avvenuto in conflitto di interessi. L’ordine si sarebbe poi stato trasformato in donazione solo il 20 maggio, dopo le indagini della trasmissione Report.

Dama avrebbe poi provato a rivendere i camici a 9 euro, anziché 6, come concordato da Aria.

“Sono certo dell’operato della Regione Lombardia che rappresento con responsabilità”

ha replicato il governatore.