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Incassava mazzette dalle famiglie di giovani morti in incidenti: arrestato giudice a Bari

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La Guardia di Finanza ha arrestato sei persone: in manette 5 professionisti, tra i quali c’è anche il giudice civile Gianmarco Galiano.

Arrestate sei persone a Bari, accusate di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari.

Tra queste persone, spicca il nome di un giudice civile che avrebbe intascato mazzette dai familiari di giovani deceduti in incidenti.

I reati contestati fanno riferimento anche richiesta di ingenti somme di denaro a persone genitori di un bambino gravemente disabile.

All’uomo, si aggiungono altri professionisti identificati dalla Guardia di Finanza su ordine della Procura di Potenza che sono stati arrestati o messi ai domiciliari.

giudice e corruzione

Arrestati 5 professionisti per associazione a delinquere

Sei persone sono state arrestate con l’accusa di associazione per delinquere, finalizzata alla corruzione in atti giudiziari.

Tra questi soggetti, spicca il nome di un giudice civile, Gianmarco Galiano, che è stato arrestato e portato in galera.

Insieme al magistrato, ci sono l’imprenditore Massimo Bianco e al commercialista Oreste Pepe Milizia.

Federica Spina, avvocatessa, invece, è stata sottoposta agli arresti domiciliari.

Uguale sorte è toccata al Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Brindisi, Annalisa Formosi e l’imprenditore Francesco Bianco.

Il giudice che intascava mazzette

Gianmarco Galiano sarebbe legato a due vicende, in particolare.

Una causa del 2007 sulla morte di un 23enne e una relativa alla nascita di un bambino traumatizzato, in modo permanentemente, dall’azione dei medici.

Nella prima vicenda, il magistrato avrebbe avuto a disposizione 300 mila euro mediante un conto intestato all’ex suocera.

Quest’ultima è indagata a piede libero.

Nel secondo caso, invece, la somma si aggirava intorno ai 150 mila euro.

Altre sommje sarebbero state intascate dal giudice che avrebbe minacciato una coppia di genitori di un bambino disabile.

A questi, il giudice aveva intimato di sborsare il denaro, altrimenti avrebbero perso la patria potestà del bambino.

Si attendono ulteriori risvolti della vicenda, al fine di capire se ci sono ulteriori persone coinvolte nel caso.