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“Inaudita violenza contro il padre”: dubbi sulla legittima difesa nell’omicidio di Collegno

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Ci sarebbero dubbi sulla legittima difesa nell’omicidio di Collegno avvenuto lo scorso 30 aprile. Alex Pompa, 19 anni, uccise il padre con 24 coltellate.

omicidio collegno

Diversi ancora i punti da chiarire nelle indagini sull’omicidio di Collegno. Secondo il gip, infatti, ci sarebbero dubbi sul movente della legittima difesa.

Omicidio a Collegno

Era lo scorso 30 aprile quando Alex Pompa, 19 anni, uccise il padre con 24 coltellate. In casa con loro c’erano anche la moglie e l’altro figlio della coppia.

Il 19enne avrebbe accoltellato il padre, Giuseppe Pompa, operaio 52enne, per difendere la madre ed il fratello dall’ennesima violenza.

Stando a quanto hanno riferito anche i vicini di casa, pare infatti che in casa Pompa le liti fossero all’ordine del giorno. Circostanza confermata anche dalla moglie dell’uomo, che ha ammesso le continue vessazioni e violenze da parte del marito.

Liti continue che lo scorso 30 aprile sono finite in tragedia. Alex sarebbe intervenuto per salvare la madre ed il fratello da una crisi violenta del padre.

Il ragazzo avrebbe preso dei coltelli dalla cucina e si sarebbe accanito sull’uomo. Oltre 20 le coltellate inferte alla vittima, soprattutto su addome e torace.

Il ragazzo, finito in carcere per omicidio, potrà sostenere l’esame di maturità.Dopo la notizia della tragedia avvenuta a Collegno, a favore del 19enne si era mosso subito Rinaldo Merlone, Dirigente dell’Istituto alberghiero ‘Prever’, dove Alex frequentava il quinto anno.

Dubbi sulla legittima difesa

Nell’omicidio di Collegno sembrano esserci, però, ancora dei punti oscuri. Il gip Vitelli, infatti, come riferisce anche Nuovasocietà, ha sollevato molti dubbi in merito al movente della legittima difesa da parte del 19enne.

Il giudice per le indagini preliminari avrebbe infatti sottolineato il delitto come conseguenza di una:

“Sproporzionata violenza contro il padre, probabilmente più per rabbia/vendetta, che per indispensabile legittima difesa”.

Intanto, il fratello della vittima, intervenuto nella trasmissione Quarto Grado, ha difeso il Giuseppe Pompa, negando qualsiasi violenza domestica da parte dell’uomo.