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In Val d’Aosta scende più plastica rispetto alla neve

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I risultati dello sconvolgente studio che ha analizzato le precipitazioni ed ha mostrato come l’inquinamento di microplastiche siano arrivate sulle Alpi.

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La Regione Valle d’Aosta ha finanziato una ricerca che è stata condotta dalla cooperativa Erica. Secondo i campioni raccolti annualmente insieme alle precipitazioni piovono 25 chili di microparticelle di plastica.

I risultati della ricerca

Il problema delle microparticelle di plastica è ormai noto e non è la prima volta che vengono recuperate dalle precipitazioni. Ora l’ambiente montano è al centro della preoccupazione dopo le analisi effettuate.

Secondo le stime nella sola Valle d’Aosta ogni anno vengono trasportate dal vento e cadono grazie alle precipitazioni 200 milioni di particelle generiche delle quali sono 80 milioni di frammenti di microplastiche.

La regione dovrebbe essere tra le più incontaminate d’Europa. In realtà piovono in totale 25 chili di microplastica ogni anno, che poi arrivano ai corsi d’acqua, finendo in mare per poi arrivare nella catena alimentare.

L’analisi delle microplastiche

Lo studio è stato fatto durante l’ultimo “Tor des Geants“, che è la gara di trail più dura al mondo. L’ultima edizione risale nel mese di settembre 2019. Gli studiosi hanno prelevato dei campioni da quattro aree vicine attigue ai rifugi alpini.

In quel periodo c’era della neve residua in piccole quantità. Sono state ritrovate delle microparticelle inferiori ai 5 millimetri di diametro, in ogni campione prelevato.

Le plastiche recuperate da questo campionamento sono di vario tipo:

  • polietilene 39% di particelle nei campioni,
  • Pet 17% di particelle nei campioni,
  • Hdpe 17% di particelle nei campioni,
  • poliestere 11% di particelle nei campioni,
  • Ldpe 6% di particelle nei campioni,
  • polipropilene 5% di particelle nei campioni
  • poliuretano 5% di particelle nei campioni.

Secondo gli studiosi queste microparticelle derivano dalla degradazione dei rifiuti di plastica che sono stati dispersi nell’ambiente. Le particelle sono leggerissime e quindi possono arrivare in atmosfera per poi ricadere a terra grazie alle precipitazioni.