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Cosa protegge la popolazione sarda dal covid-19: la scoperta dei ricercatori

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Gli inaspettati risultati della ricerca mostrano che, una “particolare sequenza genetica” farebbe ammalare meno la popolazione sarda di covid-19.

Nella popolazione sarda il DNA più antico d’Europa.

Sequenza genetica

Se ad Acciaroli, un piccolo paesino di circa mille abitanti incastonato tra il mare e i monti, a pochi chilometri da Salerno, fino a qualche anno fa si contavano ben 300 centenari (nel 2016 erano oggetto di studi), in Sardegna si registra il minor numero di contagiati dalla pandemia.

Come riporta anche GreenMe, da un recente studio sembra siano emersi dati che mostrerebbero come la popolazione sarda, oltre ad avere numerosi casi di longevità, abbia anche la capacità di resistere agli attacchi del contagio.

In sostanza quanto è emerso dallo studio dei ricercatori è una serie di geni primordiali, l’aplotipo esteoso, il quale da l’impressione di funzionare da protezione nei confronti del Sars-Cov-2.

Il progetto denominato CORIMUN, è una indagine dell’Università di Cagliari,  destinato a ricercare quegli elementi che sarebbero in grado di spiegare  perché sia basso il numero di infettati dal nuovo coronavirus, nonché il fatto che siano di meno i pazienti deceduti o gravi in Sardegna, se messi a confronto, non solo con il resto dell’Italia ma anche del mondo.

Il DNA più antico d’Europa

Lo studio è apparso nei giorni scorsi sull’autorevole periodico Frontiers in Immunology. Nella ricerca, 690 sardi sani sono stati messi a confronto con 182 pazienti sardi il cui tampone SARS-Cov-2 è risultato positivo.

Ebbene di questi, 39 hanno richiesto cure ospedaliere, mentre 143 erano asintomatici o presentavano lievi sintomi.
Tuttavia quello che è apparso chiaro alla fine è stato che nella popolazione risultata positiva al virus non c’era quella specifica sequenza genetica caratteristica proprio dei sardi.

Secondo quanto concluso dai ricercatori, si tratta di un aspetto genetico denominato aplotipo, cui i ricercatori collegano l’azione protettiva dal nuovo coronavirus.

In sostanza, i sardi avrebbero il DNA più remoto d’Europa, che può risalire anche a circa 7mila anni fa e che giungerebbe perfino al neolitico.

Secondo alcune ricerche, c’è un’altra popolazione che presenta analogie simili a quelle dei sardi ed è la comunità dei baschi.

Il patrimonio genetico sardo deriva in gran parte dai primi contadini neolitici. La popolazione sarda mostra un contributo piuttosto limitato da parte di popolazioni provenienti dalle steppe, diffuse nel continente europeo nell’età del bronzo.

Queste unendosi con le popolazioni preesistenti hanno contribuito a diluire i contributi più antichi.

Il lavoro, per quanto nella fase iniziale, mette in luce aspetti importanti per le future scelte di politica sanitaria, come l’importanza della vaccinazione anti-influenzale, che sembra essere un’arma decisiva nella lotta contro il nuovo virus.