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Hong Kong, battaglia al Politecnico: oltre 100 studenti asserragliati. Carrie Lam chiede resa

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Prosegue la battaglia al Politecnico di Hong Kong. Oltre 100 studenti ancora asserragliati, la governatrice chiede la resa

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Manifestanti al Politecnico di Hong Kong. Carrie Lam auspica una resa pacifica.

Politecnico asserragliato

Dopo una settimana di scontri, prosegue la battaglia al Politecnico di Hong Kong. Carrie Lam, governatrice di Hong Kong, ha detto di essere molto preoccupata per l’assedio dell’Università. Dei circa 700 studenti presenti nei giorni scorsi all’interno dell’Università, nota come PolyU, attualmente ce ne sarebbero solo un centinaio.

Carrie Lam ha chiesto una resa pacifica dei manifestanti, assicurando che la polizia gestirà lo sgombero del Politecnico  nella maniera più umana possibile, evitando repressioni forzate.  Gli studenti minorenni non saranno immediatamente arrestati all’uscita del PolyU, ha promesso la Lam.

Intervento esercito americano

La scorsa domenica le forze di polizia hanno cercato di entrare nell’Università, ma gli studenti li hanno respinti con il lancio di bombe incendiarie e molotov. I poliziotti hanno circondato l’intera zona del Politecnico, per impedire a chiunque di lasciare l’università.

Diversi studenti, nella notte tra domenica e lunedì, hanno provato ad uscire dal PolyU, ma la Polizia li ha respinti con del gas lacrimogeno.

Le proteste più violente, nei primi mesi delle manifestazioni, non avevano toccato gli istituti scolastici. Da circa una settimana le manifestazioni si sono intensificate, spostandosi ad altre scuole ed università di Hong Kong.

Intanto si fa sempre più plausibile un intervento da parte degli american. Dagli Stati Uniti, infatti, Mitch McConnell, leader di maggioranza al Senato, ha invitato il presidente americano a schierarsi dalla parte dei manifestanti, che McConnell ha definito “uomini e donne coraggiosi”.

Mike Pompeo, segretario di stato Usa, ha informato che gli Stati Uniti stanno valutando tutte le opzioni possibili, compresa la possibilità di un intervento americano ad Hong Kong, nel caso in cui la Cina dovesse programmare una repressione militare delle manifestazioni in corso.