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Giuseppe Lena morto in palestra, la verità sul malore: condannate 3 persone per omicidio colposo

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Focus su Giuseppe Lena morto in palestra per un apparente malore. Ora sono state condannate per omicidio colposo 3 persone: che cosa è accaduto?

Giuseppe Lena morto in palestra, la verità sul malore: condannate 3 persone per omicidio colposo

Giuseppe Lena è morto in palestra nel 2013 per malore. Ma dopo sette anni vengono accusate 3 persone per omicidio colposo.

La terribile morte di Giuseppe

Il giovane ragazzo di 21 anni era originario di Agrigento ed era uno studente. Si trovava a Palermo e si stava allenando in palestra come da prassi. Un malore improvviso e la morte del ragazzo che ha lasciato sin da subito perplessi gli inquirenti.

I suoi compagni di palestra avevano appunto testimoniato dicendo che il giovane avesse avuto “un malore” durante la sua sessione di allenamento di Mixed Martial Arts.

L’autopsia ha però portato alla luce qualcosa di strano che non coincideva con il racconto dei ragazzi: infatti le analisi e i riscontri hanno portato ad un violento colpo alla testa. Dopo questo colpo il ragazzo si era sentito male ed era entrato in coma per tre giorni: una lenta agonia e poi la terribile morte.

3 persone condannate per omicidio colposo

Dopo sette anni da quel terribile giorno, la sentenza del giudice monocratico di Palermo condanna 3 persone per omicidio colposo: Giuseppe Chiarello, Roberto Lanza e Giuseppe Di Paola.

Le prime due persone erano i compagni di allenamento della giovane vittima e hanno ricevuto una pena paria due anni e due mesi di carcere. Il terzo – Di Paola – era il proprietario della palestra ed ha ricevuto una condanna pari a due anni e mezzo di carcere

I genitori – come evidenzia FanPage – hanno lottato per arrivare a questa verità e non si sono mai arresi, udienza dopo udienza:

“ci sono voluti sette lunghi anni per avere una sentenza”

Durante i vari processi i genitori avevano evidenziato più volte di non volere un colpevole a tutti i costi, ma le parole dei tre ragazzi sulla morte non erano corrette per questo motivo era necessario fare giustizia per il povero Giuseppe.