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Gilet arancioni: chi sono e perché sono scesi in piazza?

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Gilet arancioni: chi sono? Chi è il Leader?

Se ne sente parlare spesso ultimamente, stiamo parlando dei “gilet arancioni”. Chi sono? Cosa vogliono? Perché sono scesi in piazza a protestare?

Lo scorso 30 maggio ed il 31 maggio i gilet arancioni hanno protestato in molte città italiane, ma quali sono i motivi per i quali lo hanno fatto?

I c.d. “Gilet arancioni” sono un’organizzazione politica fondata nel 2019 e sono guidati dall’ex generale dei Carabinieri Antonio Pappalardo.

Dal 2016 Pappalardo è Presidente del Comitato dei 12 saggi fondatori del movimento politico Movimento Liberazione Italia, che fa riferimento al Movimento dei Forconi e che ha l’obiettivo di ridare il potere al popolo sovrano togliendolo al Parlamento.

Nel 2019 Antonio Pappalardo ha contribuito a fondare il secondo movimento politico dei Gilet Arancioni con cui si è candidato alle elezioni regionali in Umbria.

La lista ha raccolto 587 voti e non ha quindi eletto alcun rappresentante all’interno dell’assemblea legislativa umbra.

Gilet arancioni: perché protestano in piazza?

I Gilet arancioni indossano un gilet arancione per scendere in piazza e per proseguire le battaglie dell’ex generale iniziate con i Forconi.

Il leader dei gilet arancioni, Antonio Pappalardo, protesta affinchè vi sia l’azzeramento del governo e del Parlamento in quanto ritenuti “abusivi”.

Inoltre, i Gilet Arancioni sono contrari all’Europa e propongono il recupero della sovranità monetaria stampando la nuova Lira, del valore di un Euro.

Gilet Arancioni: protesta con lo scoppio dell’emergenza Covid-19

Con lo scoppio dell’emergenza coronavirus il movimento dei Gilet Arancioni sostiene che le vittime del COVID-19 sarebbero “poche decine”, mentre le mascherine sarebbero da boicottare in quanto

“simbolo del complotto internazionale”.

Il coronavirus, secondo i gilet arancioni, non esiste.

“È un’invenzione. Un bluff organizzato. Vogliono terrorizzarci, chiuderci in casa e instaurare un nuovo ordine mondiale”,

sottolinea lo stesso Antonio Pappalardo, che rischia una denuncia per

“violazione delle disposizioni che riguardano il Dpcm nelle parte relativa al divieto di assembramento e all’obbligo di indossare protezioni individuali per contenere il contagio del virus COVID-19”.