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Gigi Marzullo e la paura di morire: ‘La morte è un’ingiustizia’

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Gigi Marzullo ospite a Io e Te si lascia andare alle confessioni. Interviene anche il conduttore Diaco: ”E’ di una tristezza incredibile”

Gigi Marzullo
Gigi Marzullo

Ospite nella trasmissione  condotta da Pierluigi Diaco, Gigi Marzullo si lascia andare alle confessioni, raccontandosi apertamente con il conduttore e con il pubblico.

Io e Te: le dichiarazioni di Gigi Marzullo e l’intervento di Pierluigi Diaco

Quest’oggi Gigi Marzullo, ospite nella trasmissione Io e Te condotta da Pierluigi Diaco con la collaborazione di Sandra Milo e Valeria Graci, si è lasciando andare alle confessioni.

Gigi ha spaziato tra gli argomenti più disparati, patendo dalla sua infanzia fino ad arrivare a parlare della sua vita privata e della sua carriera. Ha rilasciato delle dichiarazioni molto interessanti, fino ad una in particolare che ha lasciato spiazzato il conduttore.

Marzullo ha affermato:

La mia cucina è chiusa. Io e mia moglie andiamo sempre al ristorante, oppure usiamo il microonde. Per il caffé usiamo le cialde

Il conduttore, dopo questa affermazione ha prontamente risposto:

Scusami, Gigi, ma questo è di una tristezza incredibile. Alla fine la tua parte da disadattato è venuta fuori

Il resto dell’intervista di Gigi Marzullo: ”La morte è un’ingiustizia”

L’intervista non finisce qui, nonostante Marzullo non ami farsi intervistare continua per il conduttore, che lo ha soprannominato ”il Marilyn Manson della Rai”.

Sopranome non casuale, ricollegato proprio alla vita di Gigi piena di sregolatezze delle quali ha preferito non parlare come quando ha confessato di aver marinato più volte la scuola per andarsi a stendere su un prato con una bella donna al sua fianco.

Ma continua poi cambiando completamente argomento, arrivando a dire qual’è la sua idea riguardo la morte:

La morte è un’ingiustizia. Vorrei vivere fino a quindicimila anni

Dopo questa esclamazione interviene il conduttore rispondendo ironicamente dicendo se fosse interessato a condurre per altri cinquant’anni i programmi serali, sdrammatizzando un po’ il clima.