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“Strumentalizzano la morte del fratello”. GF Vip, esplode bufera sui social: rivolta dei web-indignados

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Spettacolarizzazione del dolore e strumentalizzazione del lutto. Sono queste le accuse mosse dai moralisti del web.

Dayane Mello, GF Vip 5
Dayane Mello, GF Vip 5

Il popolo dei social, se deluso, non perdona. Secondo gli implacabili web-indignados, gli autori del Grande Fratello Vip starebbero spettacolarizzando il lutto di Dayane Mello per meri fini televisivi.

Nelle ultime ore milioni di utenti dei social network hanno espresso immensa indignazione e contrarietà. In molti ritengono che l’elaborazione del lutto sia un sentimento profondo che si costruisce dentro sé e che non può essere in alcun modo concepito come merce da supermercato, da esibire per far impennare i dati d’ascolto.

GF Vip 5, il web insorge contro gli autori: “Strumentalizzeranno la morte del fratello di Dayane”

Il popolo dei social è diviso. C’è chi disapprova la decisione di Dayane Mello di restare nella casa del GF Vip e c’è chi invece ritiene possa esserle d’ausilio nell’elaborazione del lutto.

“Credo che Dayane dovrebbe uscire. Non lo dico perché mi sta antipatica, ma siamo sempre nel contesto di un gioco televisivo, in puntata in qualche modo strumentalizzeranno la morte del fratello e come sempre cercheranno di farli litigare tra loro”

Secondo i moralisti della rete sarebbe opportuno che la trentunenne brasiliana abbandonasse il gioco per raggiungere i suoi cari in un momento di grande tragedia familiare:

“Ma cosa dovrebbe piacerci nel guardare pianti strazianti, regie censurate e ragazzi tristi?? FATE USCIRE DAYANE… Non è un gioco per lei… FATELA RAGIONARE”

Inoltre c’è chi sostiene che gli autori del Grande Fratello Vip potrebbero approfittare del dramma familiare della gieffina:

“Tremo al pensiero dello scempio che farà Signorini in puntata, lucrando su un dolore indicibile. Dovrebbero solo staccare la spina, invece sottoporranno Dayane a tortura e gli spettatori a condividerne una pena senza che ne abbiano il diritto”

Insomma, i cyber-moralisti puntano il dito contro produzione e conduttore.