Home Cronaca Funivia Mottarone, la telefonata del 118 ai carabinieri: “È caduta una cabina,...

Funivia Mottarone, la telefonata del 118 ai carabinieri: “È caduta una cabina, che casino”

L’operatrice sanitaria è la prima ad allertare i militari di Verbania riguardo la tragedia costata la vita a 14 persone.

tragedia funivia,

La conversazione dura soltanto tre minuti e viene spesso interrotta.

La prima telefonata dopo la tragedia del Mottarone

“E’ caduta una cabina della funivia di Stresa, in cima al Mottarone. Stiamo mandando tutti i mezzi che riusciamo a recuperare”.

Sono da poco passate le 12 di domenica 23 maggio quando un’operatrice del 118 allerta i Carabinieri di Verbania, per informarli della tragedia appena avvenuta sul Mottarone.

“In cima al Mottarone, non sappiamo esattamente dove. All’interno ci sono almeno sei persone, sicuramente gravissime”,

prosegue ancora la donna, che si affretta a chiedere mezzi di soccorso, immaginando le condizioni gravissime in cui versano i feriti.

“La cabina è caduta in mezzo al bosco, non sappiamo esattamente dove, il collega e ancora al telefono, ora allertiamo anche il Sasp”

spiega ancora l’operatrice.

Una conversazione che dura poco meno di 3 minuti e che racconta tutto il dramma vissuto da chi ha prestato i primi soccorsi.

Leggi anche –> Funivia Mottarone, il manovratore ammette: “Ho scritto il falso. Farò i conti con Dio”

Il punto sulle indagini

Per la caduta della funivia, al momento risultano esserci 3 indagati: si tratta del gestore dell’impianto, Luigi Nerini, del direttore dell’esercizio, Enrico Perocchio e del responsabile del servizio, l’ingegnere Gabriele Tadini.

Tadini è l’unico agli arresti domiciliari, mentre gli altri due sono stati scarcerati.

“L’IMPIANTO IDRAULICO DEI FRENI DI EMERGENZA AVEVA DEI PROBLEMI, PERDEVA OLIO, LE BATTERIE SI SCARICAVANO CONTINUAMENTE. DOPO LA RIAPERTURA AVEVAMO FATTO DUE INTERVENTI MA NON ERANO STATI RISOLUTIVI: LA FUNIVIA FUNZIONAVA A SINGHIOZZO. TENERE I FRENI SCOLLEGATI PERMETTEVA ALLA FUNIVIA DI GIRARE, MAI POTEVAMO IMMAGINARE CHE LA CIMA SI SPEZZASSE. È COLPA MIA, FARÒ I CONTI CON DIO”

aveva ammesso qualche giorno fa.

Al cospetto del gip, Tadini ha confermato la sua posizione, mentre il gestore della funivia, Luigi Nerini, ha respinto ogni accusa.

I nomi delle vittime

Sono cinque le famiglie coinvolte dalla tragedia del Mottarone, tre delle quali residenti in Lombardia, una in Emilia-Romagna e una in Calabria.

  • Biran Amit, nato in Israele il 2 febbraio 1991 e residente a Pavia
  • Peleg Tal, nato in Israele il 13 agosto 1994 e residente a Pavia
  • Biran Tom, nato a Pavia il 16 marzo 2019 e residente a Pavia
  • Malnati Silvia, nata a Varese il 7 luglio del 1994, residente a Varese
  • Merlo Alessandro, nato a Varese il 13 aprile del 1992, residente a Varese
  • Cohen Konisky Barbara, nata in Israele l’11 febbraio del 1950
  • Cohen Itshak, nato in Israele il 17 novembre 1939
  • Shahaisavandi Mohammadreza, nato in Iran il 25 agosto 1998, residente a Diamante (Cosenza)
  • Cosentino Serena, nata a Belvedere Marittimo (Cosenza) il 4 maggio del 1994 e residente a Diamante (Cosenza)

 

  • Elisabetta Personini, nata nel 1983, è deceduto anche il figlio di 9 anni, Mattia
  • Zorloni Vittorio, nato a Seregno, Milano, l’8 settembre del 1966, residente a Vedano Olona (Varese)

 

  • Gasparro Angelo Vito, nato a Bari il 24 aprile 1976, residente a Castel San Giovanni (Piacenza)
  • Pistolato Roberta, nata a Bari il 23 maggio del 1981, residente a Castel San Giovanni (Piacenza)

L’unico sopravvissuto è il piccolo Eitan, 5 anni, che è uscito dal reparto di terapia intensiva e dovrà ora fare i conti con la tragedia che ha colpito la sua famiglia.

Accanto a lui è sempre rimasta la zia paterna. La donna non si è mai allontanata dal capezzale del nipote e insieme ad un team di psicologi ha dovuto spiegare ad Eitan perché la sua famiglia non è più accanto a lui.

Leggi anche –> Tragedia della funivia, il piccolo Eitan si è svegliato e parla con la zia: richieste di adozione da tutta Italia