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Tragedia della funivia, il piccolo Eitan si è svegliato e parla con la zia: richieste di adozione da tutta Italia

Il bambino, unico sopravvissuto alla tragedia della scorsa domenica, a breve lascerà la rianimazione.

Eitan estubato

Accanto a lui è sempre rimasta la zia Aya, sorella del papà, supportata da un team di psicologi, che accompagneranno il bambino in questa nuova fase.

Eitan è sveglio

Dopo giorni di attesa, finalmente il piccolo Eitan, il bambino di 5 anni sopravvissuto alla tragedia del Mottarone, è sveglio ed ha iniziato ad interagire.

Accanto a lui, nel reparto di rianimazione dell’ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, c’è la zia Aya, sorella del papà, morto tragicamente la scorsa domenica, insieme a tutta la sua famiglia.

È stato proprio il suo papà, Amit Biran, a salvarlo da morte certa. Mentre la funivia precipitava nel vuoto, il papà l’ha stretto in un abbraccio, che lo ha strappato al tragico destino toccato a tutta la sua famiglia.

Per l’altro suo figlio, Tom, 2 anni, non c’è stato nulla da fare. Il bambino è morto insieme ai genitori e ai bisnonni materni, arrivati poco prima in Italia per trascorrere un po’ di tempo insieme ai nipotini.

La zia del piccolo Eitan è supportata da un team di psicologi, che dovranno aiutare il bambino a fare i conti con la realtà che lo aspetta. Con la dovuta cautela, il piccolo dovrà quindi rendersi consapevole che la sua famiglia non ci sia più.

Da tutta Italia intanto sono arrivate richieste di adozione per il bambino, una addirittura dalla Sicilia.

“Sono stata chiamata da tre famiglie che volevano dare la loro disponibilità per l’adozione del bambino. Per fortuna Eitan ha degli zii e una famiglia che lo sosterrà e lo aiuterà a superare questo dolore, ma rimangono dei gesti che ci fanno capire che c’è ancora tanta umanità a questo mondo”

ha raccontato a Tgcom il sindaco di Stresa, Marcella Severino.

La prognosi del piccolo Eitan resta ancora riservata, per via del trauma addominale, ma le sue condizioni stanno progressivamente migliorando.

La Fondazione scuola ebraica di Milano, dove il papà di Eitan lavorava come insegnante, ha avviato una raccolta fondi per sostenere il bambino ed i suoi familiari.

In pochi giorni sono state già tantissime le adesioni da parte di quanti hanno preso a cuore la storia di questo bambino, cui, in pochi istanti è stata completamente stravolta la vita.

Le salme dei familiari di Eitan sono giunte in Israele, dove ieri mattina si sono svolti i funerali in forma strettamente privata.

In rappresentanza del nostro Paese, c’era anche l’ambasciatore italiano, Gianluigi Benedetti.

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Il punto sulle indagini

Intanto, mentre si celebrano i primi funerali delle vittime della tragedia del Mottarone, proseguono le indagini, per far luce sulla vicenda.

Da quanto emerso finora, la manomissione del forchettone, che avrebbe dovuto attivare il freno di emergenza in caso di anomalie, sarebbe stata del tutto consapevole.

Da oltre un mese si erano rimandati i controlli sulla funivia, per evitare di far slittare la riapertura a data da destinarsi.

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È per questo che 3 persone sono finite in carcere. I tre indagati sono il gestore dell’impianto, Luigi Nerini, il direttore dell’esercizio Enrico Perocchio ed il responsabile del servizio, l’ingegnere Gabriele Tadini.

I magistrati di Verbania hanno convalidato il fermo dei tre, considerando anche il pericolo di fuga.

I militari dell’Arma hanno sequestrato la scatola nera della funivia, per ricostruire gli ultimi istanti prima della tragedia.

I Carabinieri dovranno accertare se vi fossero altre persone informate della manomissione del forchettone.