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L’ultimo saluto a Pietro e Francesca, i due fratelli uccisi dal papà a Trebaseleghe: bare bianche e palloncini

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I funerali dei due adolescenti si sono svolti nella chiesa di Arsego, dove è stato proclamato il lutto cittadino.

Funerali Francesca Pietro

I risultati dell’autopsia hanno confermato la ferocia delle coltellate inferte ai due ragazzi.

L’omicidio-suicidio nel padovano

Un duplice omicidio efferato quello che si è registrato la scorsa domenica a Trebaseleghe, nel padovano.

Alessandro Pontin, 49 anni, ha ucciso a coltellate i suoi due figli adolescenti, Francesca e Pietro, 15 e 13 anni, e poi si è ucciso, con un fendente mortale.

A scoprire i corpi dei due ragazzi e del 49enne è stato il fratello di Alessandro, Roberto.
Non vedendoli scendere per pranzo, l’uomo si è recato nell’appartamento ed ha trovato i 3 corpi ormai senza vita.
Ha provato ad allertare i soccorsi, ma per il fratello e i due ragazzi non c’era ormai più nulla da fare.
L’ex moglie di Alessandro Pontin ha raccontato che quella del suo ex marito è stata una vendetta nei suoi confronti. Ha deciso di togliere alla donna la cosa più preziosa per lei: i suoi due figli.

I risultati dell’autopsia

Per farlo, Alessandro Pontin ha ucciso i due ragazzi a coltellate. I primi risultati dell’autopsia hanno confermato che i due ragazzi hanno provato a difendersi, cercando di scappare verso la porta.
Francesca ha riportato diverse ferite alle braccia, con le quali ha cercato di ripararsi dai fendenti. La coltellata mortale le è stata inferta alla gola.
Ancora da chiarire, invece, la dinamica dell’uccisione di Pietro, attinto anche lui da una coltellata alla gola.

I funerali dei due adolescenti

L’ultimo saluto ai due ragazzi si è tenuto questo pomeriggio nella chiesa di Arsego.

Come riferisce anche Il Gazzettino, grande è stata la commozione da parte di amici e compagni, che hanno voluto dire addio, per l’ultima volta, a Pietro e Francesca.

Palloncini e due bare bianche, una chiesa gremita, nel rispetto delle norme anti-covid e due frazioni distrutte da un duplice dolore, che non troverà mai ragione di esistere.