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Flavio Briatore sgancia una bomba dopo la bufera sul Billionaire: “Sardegna? Era tutto organizzato”

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Rompe il silenzio, Flavio Briatore. Lo fa in grande stile attraverso un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. Il proprietario del Billionaire si è pronunciato in merito ai contagi da Covid-19 avvenuti in Sardegna.

Flavio Briatore

Sul conto di Flavio Briatore è piovuto di tutto. Si sono susseguite teorie complottiste e accuse per i focolai di Covid-19 esplosi nel suo locale mondano a Porto Cervo. Contro di lui si sono scagliati politici a giornalisti, passando per centinaia di opinionisti e intellettuali progressisti.

Contagi da Covid-19 in Sardegna: Flavio Briatore rompe il silenzio ed espone il suo punto di vista

La diffusione dei contagi in Italia è aumentata esponenzialmente nel momento in cui gli italiani hanno fatto il loro rientro dalle vacanze in Sardegna. Tra i vip che hanno contratto il Covid-19, c’è stato anche il noto businessman Flavio Briatore.

Dopo un tempestivo ricovero e l’isolamento domiciliare obbligatorio, il settantenne torinese ha deciso di esprimere la sua opinione in merito a ciò che è accaduto nella regione Sardegna. Sempre dalla parte dei sardi, Mister Briatore ha rilasciato queste dichiarazioni:

Il caso Sardegna è stato un attacco orchestrato politicamente. L’isola ha avuto 10 milioni di turisti e 1300 positivi, ed ecco che mediaticamente è passata come il focolaio dei focolai. Il messaggio era che qui tutti avevano il virus e in Emilia no: solo le discoteche di destra avevano il Coronavirus, quelle di sinistra no”

Un nuovo attacco alla sinistra, insomma. L’attenzione dell’intervista al Corriere della Sera si è spostata sulle condizioni di salute dell’imprenditore:

“Va meglio, ho appena fatto quasi cinque chilometri di camminata… Sono state brutte la solitudine e l’impossibilità di vedere mio figlio (…) Non ho mai detto di non stare attenti, ma solo che non si può fermare il Paese. Bisogna usare mascherine eccetera, ma dobbiamo far ripartire l’economia. I bollettini andrebbero dati una volta a settimana, darli ogni giorno spaventa e distrae da disoccupazione, povertà, ritardi nell’erogazione dei sussidi e incapacità del governo”