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Fisco, stop a cartelle esattoriali e pignoramenti fino a fine anno

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Fisco, stop riscossione cartelle esattoriali, si va verso fine anno.

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Dal 20 al 31 luglio sono 142 le scadenze fiscali previste: 51 sono i versamenti previsti lunedì 20 luglio.

L’Esecutivo Conte aveva già rinviato le scadenze ordinarie del 30 giugno e del 30 luglio (con maggiorazione dello 0,4%) rispettivamente al 20 luglio e al 20 agosto.

Con il “no” del MEF ad un ulteriore rinvio a settembre dei versamenti degli acconti e dei saldi delle imposte sui redditi in autoliquidazione, si dovrà procedere al pagamento di diversi adempimenti fiscali entro fine corrente mese.

Si tratta di una vera e propria maratona che interesserà 4,5 milioni di contribuenti.

Secondo quanto riferito da fonti governative nella manovra di agosto potrebbe scattare lo stop della riscossione delle cartelle esattoriali fino a fine anno.

Il Governo Conte sta valutando di estendere fino al 31 dicembre la sospensione delle attività di notifica di nuove cartelle di pagamento e degli altri atti di riscossione già prevista dal Decreto Rilancio fino al 31 agosto.

In arrivo una “boccata d’ossigeno” per i contribuenti: in parallelo dovrebbe essere estesa a fine anno anche la moratoria sui mutui per le famiglie, attualmente prevista fino al 30 settembre.

Fisco, scatta la proroga sospensione dei versamenti di Iva e ritenute Irpef

Prevista anche la proroga della sospensione dei versamenti di Iva, ritenute Irpef e INPS dei mesi del lockdown (marzo, aprile e maggio).

La scadenza fiscale del 16 settembre, che comporterebbe versamenti per 7,6 miliardi, sarebbe un impegno pesante e dunque anche il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha parlato nei giorni scorsi di una “rimodulazione”.

Ciò consentirebbe il pagamento del 50% del dovuto a settembre e la rateizzazione del restante 50% nel biennio 2021-2020. Le due misure fiscali costerebbero circa 4 miliardi di euro.

Fisco, possibile proroga moratoria dei mutui

Altra possibile proroga in sede di valutazione è quella della moratoria dei mutui, che era stata fissata fino al 30 settembre.

Viste le difficoltà economiche in cui versano molte famiglie debitrici, la scadenza potrebbe comportare molte insolvenze e la vendita di immobili, con ripercussioni sul mercato.