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Femminicidio in Italia, i dati choc: una donna uccisa ogni 3 giorni

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Sono 91 i femminicidi commessi nei primi 10 mesi del 2020. Sale il numero dei delitti commessi dai conviventi.

dati violenza sulle donne

Impennata dei casi in Lombardia e Piemonte.

I dati del femminicidio in Italia

Ogni tre giorni una donna viene uccisa dal suo ex o da un convivente. È il dato allarmante diffuso dal rapporto Eures, reso noto proprio alla vigilia della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne 2020, che si celebra il 25 novembre.

Come riferisce anche Fanpage, sarebbero 3.344 le donne uccise in Italia negli ultimi 20 anni. Un dato che rende quindi evidente il fatto che il femminicidio non sia un fenomeno nuovo, ma piuttosto:

“Ha accompagnato le trasformazioni della famiglia italiana degli ultimi decenni, come a voler arrestare il percorso di autodeterminazione delle donne”.

È quanto si legge nel rapporto, che mette in luce anche due marcatori di rischio, da ricercarsi nei maltrattamenti pregressi e nella convivenza forzata nonostante le dinamiche conflittuali.

Riguardo i maltrattamenti pregressi, nello scorso anno, la loro incidenza ha raggiunto il 50% dei casi, un dato praticamente raddoppiato rispetto all’anno precedente.

Per quanto concerne la convivenza in una situazione di conflittualità, la convivenza tra vittima e carnefice incrementa ovviamente i rischi.

Aumentano gli omicidi commessi da attuali compagni e conviventi, mentre diminuiscono quelli commessi da ex o amanti.

Il lockdown ha peggiorato la situazione

Registrato un incremento, da 49 a 54, del numero dei femminicidi familiari commessi nei confronti di vittime conviventi. In calo invece, da 36 a 26, tra gennaio ed ottobre del 2019 e lo stesso periodo di quest’anno, il numero delle vittime non conviventi.

Il lockdown imposto nei primi mesi dell’anno ha certamente peggiorato la situazione: il rapporto di convivenza con la vittima raggiunge quest’anno il 67,5%, attestandosi all’80,8% nel periodo del lockdown.

La gelosia e la voglia di possesso restano i moventi principali, ma anche il disagio psichico ha una forte valenza.

Aumentano infatti, non solo le donne uccise per l’incapacità del compagno, marito o convivente, di prendersi cura della malattia della vittima o di chi commette il delitto, ma si registra anche un incremento dei femminicidi-suicidi e dei femminicidi con donne vittime di figli affetti da disturbo psichiatrico.