Home News Federfarma: farmacie senza vaccino antinfluenzale, ritardi nelle consegne

Federfarma: farmacie senza vaccino antinfluenzale, ritardi nelle consegne

CONDIVIDI

Qualcosa non ha funzionato come dovrebbe se alcune farmacie non hanno ancora ricevuto le dosi del vaccino antinfluenzale destinato alle persone ‘attive’.

Tra le farmacie che hanno ricevuto il vaccino antinfluenzale quelle del Lazio e dell’Emilia Romagna.

Farmacie senza vaccino

A stagione invernale inoltrata, nel pieno della stagione antinfluenzale, la Federfarma comunica che sono molte le farmacie che in tutta Italia non hanno ricevuto le dosi di vaccino antinfluenzale destinato alle persone ‘attive’.

La carenza presente in tutto il Paese, con qualche dovuta eccezione, potrebbe essere dovuta o ad un numero superiore di vaccinazioni effettuate o ad un errore nelle ordinazioni.

Tuttavia alcune regione “virtuose” non avrebbero questa penuria:  sono il Lazio e  l’Emilia Romagna.

In queste regioni le farmacie hanno infatti avuto la possibilità di fornire il vaccino anche a quanti pur non facendo parte delle categorie a rischio, volevano sottoporsi alla vaccinazione.

Federfarma

Per coprire questa carenza, organizzazioni come la Federfarma hanno deciso di dare, anche se le dosi in loro possesso sono inferiori al normale, alle strutture pubbliche che ne sono carenti, per vaccinare la popolazione considerata a rischio.

Secondo quanto riportato da TGCOM24, la Federfarma nazionale attraverso il suo presidente Marco Cossolo ha fatto sapere:

 “E’ evidente che nel meccanismo di approvvigionamento dei vaccini qualcosa non ha funzionato”.

Il presidente della Federfarma ha voluto anche esprimere i suoi ringraziamenti alle  Unioni regionali delle farmacie di Piemonte, Veneto e Umbria, per il senso civico dimostrato.

Hanno evoluto le proprie quote di vaccino antinfluenzale a quella parte della popolazione più esposta al rischio di contrarre l’influenza.

Secondo quanto affermato da Cossolo, occorre evitare di incorrere nuovamente in questa situazione il prossimo anno.

Il presidente ha quindi commentato definendo il diritto alla salute un ‘bene che va garantito equamente’, per cui non deve dipendere da una amministrazione regionale.