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La morte di un grande sportivo: Ezio Greggio, ‘Era malato di Sla’. L’addio straziante da fan bianco nero

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Un dolore devastante che ha colpito in pieno petto tutti i fan bianco neri. Ezio Greggio, con il suo straziante addio, ha dato voce a tutti

Ezio Greggio, il saluto straziante dopo la morte di Anastasi
Ezio Greggio

Il post apparso sui social del conduttore di Striscia La Notizia, Ezio Greggio, ha lasciato tutti senza parole. Uno straziante addio, arrivato come un fulmine a ciel sereno che ha sconvolto in primo luogo prima lui e poi tutta la sua famiglia.

Ezio Greggio, l’addio sui social

Un addio che ha dato voce a tutti quelli che hanno amato un’icona del calcio. Stiamo parlando dell’ultimo saluto riservato dal noto e amatissimo conduttore di Striscia La Notizia, Ezio Greggio, al grande Anastasi, noto giocatore di calcio. Purtroppo, il campione, è morto poche ore fa, arrendendosi alla fatale malattia. Il presentatore ha voluto ricordare a modo suo l’ex campione  simbolo della Juventus degli anni Settanta.

Pietro Anastasi, 71 anni, con la sua morte ha sconvolto non solo i tifosi bianco neri ma anche tutti gli amanti del calcio che in lui hanno visto negli anni una vera e propria icona. Greggio ha usato delle parole davvero molto sentite, un saluto emozionante.

Il messaggio per Anastasi da Greggio

Il conduttore cossatese non ha potuto fare a meno di ricordare i successi e il talento del calciatore scomparso. Con lui, la sua squadra del cuore, vinse ben tre scudetti. Anastasi purtroppo si è arreso alla malattia che l’ha colpito, la  Sla, lasciando questo mondo troppo presto. Ezio lo ricorda così:

“Pietro no, non te ne puoi andare così. Ci hai fatto l’ultimo dribbling, sei scattato velocissimo come facevi in campo, non siamo riusciti a marcarti, a tenerti per la maglia. Eri una bella persona: tifavo per te, per le tue folate che come il vento ti facevano volare nelle difese avversarie, salivi in cielo con le gambe e segnavi con acrobazie che ci facevano impazzire”.

In lui, il conduttore, non vedeva solo un idolo, ma un vero e proprio amico. Infatti, ricorda attivi di vita vissuti insieme che non possono non emozionare il grande pubblico calcistico:

“E poi ho avuto il piacere di conoscerti, di giocare con te 100 e più partite. Ci allenavamo insieme vicino a casa tua, tante partite insieme di solidarietà in giro per l’Italia. Mi sembrava di sognare: giocavo con Pietro Anastasi, Claudio Sala, Sandro Salvadore, José Altafini, Romeo Benetti, Ricky Albertosi, Louis Suarez e Bellugi, Bedin, una volta anche insieme con Omar Sivori.

Indimenticabile quell’intuizione che solo un genio come lui poteva avere guardando il modo che aveva il figlio di Ezio nel toccare la palla:

Mio figlio Giacomo aveva 1 anno, lo tenevi in braccio. “Dammi una palla” mi dicesti e tenendolo sotto le ascelle in modo che stesse in piedi gli mettesti la palla di fronte: Giacomo la calciò subito di sinistro. “È mancino”. Avevi ragione. Quando parlavi di calcio avevi sempre ragione”.

Il ricordo lascia inevitabilmente uscire qualche lacrimuccia:

“Con te ho passato in campo ore indimenticabili. Dopo le partite a cena mi sembra ancora di sentire raccontare da voi ex grandi giocatori di Juve e Toro quei derby infuocati. Quando ci allenavamo mi hai aiutato a migliorare il tiro e grazie ai tuoi consigli, ricordo un goal che feci a Rapallo: tiro al volo che picchiò sotto la traversa, riga, di nuovo toccò sotto la traversa e goal.

Una conclusione che strazia il cuore:

“Hai visto – mi dicesti – controbalzo e lasciare andare la gamba”. Eravamo diventati grandi amici”. “Voglio dedicarti un ultimo ricordo: stadio di Bergamo, partita di solidarietà, tantissimo pubblico, un po’ di nebbia . Ci allenavamo tanto insieme e quindi c’era feeling: mi indicasti dove lanciarti, e sul mio cross in area Pietro volasti in alto con una di quelle tue mezze rovesciate che ti resero famoso. Segnasti un goal fantastico, ci fu una standing ovation .

Un ricordo commosso e sentito:

Venisti da me ad abbracciarmi facendomi l’occhiolino con quel tuo sorriso alla Celentano che ti rendeva simpatico anche agli avversari. Ciao Pietro ti piango come un fratello. Oggi in paradiso hanno appeso lo striscione della Juve, ti aspettano in tanti. Mi mancherai. Un abbraccio a Anna e ai ragazzi”.

Ancora una volta, con queste bellissime parole, Ezio Greggio ha dimostrato di avere un cuore grandissimo e di essere una persona molto speciale.