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“Evan poteva essere salvato”: le intercettazioni choc ascoltate solo dopo la sua morte

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Emergono importanti novità sul caso del piccolo Evan, il bimbo ucciso di botte dal patrigno lo scorso 17 agosto.

intercettazioni choc Evan

A quanto sembra, infatti, le intercettazioni ambientali sarebbero state ascoltate dai militari dell’Arma soltanto dopo la morte del piccolo.

Indagato il padre di Evan

Si aggiungono nuovi tasselli alla drammatica vicenda del piccolo Evan, il bambino di 21 mesi ucciso di botte lo scorso agosto. A macchiarsi di quel terribile crimine, il patrigno del bambino, Salvatore Blanco, finito in carcere insieme alla madre del piccolo, Letizia Spatola.

Nella casa in cui la donna conviveva con Blanco, il piccolo Evan subiva da tempo violenze e maltrattamenti.

Prima di quel drammatico 17 agosto, il piccolo era stato 3 volte in ospedale.

Il 27 maggio scorso, infatti, Letizia e Salvatore lo avevano portato all’ospedale di Noto, dove i medici gli riscontrarono la frattura scomposta del femore destro.

Il 12 giugno il piccolo Evan arriva di nuovo in ospedale, questa volta accompagnato solo dalla madre. La stessa cosa avviene il 6 luglio, quando Evan per la terza volta, nel giro di poco tempo, finisce in ospedale.

Letizia ed il compagno sono ora indagati dalla Procura di Ragusa per omicidio volontario e maltrattamenti in famiglia.

Il primogenito di Letizia, nato da una precedente relazione, avrebbe accusato di maltrattamenti anche Stefano Lo Piccolo, papà di Evan. L’uomo, che ha respinto ogni accusa, aveva già denunciato l’ex compagna per via dei lividi che aveva scoperto sul corpicino del figlio.

“Evan poteva essere salvato”

Emergono però nuovi dettagli sull’evoluzione della drammatica vicenda e su quanto accaduto al piccolo Evan.

Secondo quanto riporta anche Fanpage, il bambino poteva essere salvato. Nei giorni precedenti all’omicidio, infatti, i carabinieri avevano piazzato delle cimici nell’appartamento in cui il piccolo è stato percosso e brutalmente picchiato.

Le intercettazioni choc, però, sono state ascoltate soltanto dopo la morte di Evan, avvenuta il 17 agosto scorso.

“Si è detto che la qualità dell’ascolto non era buona, ma io mi chiedo come lo diventa successivamente. Quell’ascolto avrebbe potuto dare un corso diverso agli eventi”

ha fatto sapere il legale della madre. Il piccolo poteva davvero essere salvato? È a questa domanda che stanno cercando di rispondere ora gli inquirenti.