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Ergastolo ostativo, ecco i mafiosi che potrebbero avere i permessi. Di Matteo: “Sentenza pericolosa”

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Dopo la decisione che prevede permessi premio anche a chi è sottoposto a ergastolo ostativo, si stila l’elenco dei potenziali destinari

ergastolo ostativo
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La sentenza della Corte Costituzionale aprirebbe le porte del carcere ai mafiosi. Ma cos’è l’ergastolo ostativo?

Ergastolo ostativo: cos’è?

L’ergastolo ostativo è una pena senza fine. La sua introduzione risale agli anni ’90, dopo le stragi di Capaci e Via D’amelio, in cui persero la vita i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

il carcere ostativo non prevedeva, almeno fino all’ultima sentenza della corte costituzionale, la possibilità di accedere ad alcun permesso premio, né libertà condizionata o semilibertà, a meno che i detenuti non scegliessero di collaborare.

La sentenza della Corte Costituzionale prevede, invece, la possibilità di concedere permessi premio anche senza essere collaboratori di giustizia.

Secondo i giudici della Corte costituzionale, infatti, il carcere ostativo è illegittimo perché in conflitto con la legge suprema dello Stato, precludendo la possibilità di permessi premio anche agli ergastolani che non collaborino con la giustizia.

Le opinioni sulla sentenza

Nino Di Matteo, consigliere del Csm, è stato tra i primi ad esprimersi sulla tanto discussa decisione della Corte Costituzionale:

“La sentenza, ponendo fine all’automatismo che caratterizza l’ergastolo ostativo, apre un varco potenzialmente pericoloso”.

La speranza del Magistrato è che la politica blocchi la decisione che apre le porte a mafiosi e terroristi condannati all’ergastolo.

La sentenza della Corte Costituzionale potrebbe aprire le porte del carcere ad un fitto elenco di ergastolani.

Sono 1.106 i condannati al carcere ostativo. Tra i nomi di spicco dei possibili beneficiari dei permess figurano i maggiori boss di mafia, camorra e ’ndrangheta: da Bagarella a Cutolo, a Riina e Francesco Schiavone.

Contrario alla sentenza anche il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio:

“Con il M5s faremo una battaglia perché chi è in galera con il carcere duro ci rimanga”.