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Emilio Fede condannato per il Ruby Bis, ma non andrà in carcere: ‘Soffrirebbe troppo’ la decisione del giudice

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Arrivata oggi la decisione dei giudici sul carcerazione di Emilio Fede per il caso Ruby bis. Il giornalista non andrà in carcere per motivi di salute.

Ruby ed Emilo Fede
Ruby ed Emilio Fede

Dopo la condanna del Tribunale per Emilio Fede è arrivata ieri la decisione dei giudici sulla carcerazione già sospesa. Niente cella ma domiciliari, ed i motivi sono dettagliatamente spiegati.

Il caso Ruby

Il cosiddetto “caso Ruby” ha scosso nel 2011 le alte sfere dello spettacolo e della politica italiana coinvolgendo nel processo per induzione e favoreggiamento alla prostituzione alcuni nomi importanti.

Silvio Berlusconi, Lele Mora, Nicole Minetti e lo stesso Emilio Fede vennero indagati.

Mentre Berlusconi verrà prosciolto in secondo grado e in Cassazione gli altri verranno condannati prima a 7 anni per il processo “Ruby bis”, con pena poi ridotta a 4 anni e 10 mesi.

Il giornalista Fede nel rattempo viene licenziato da Mediaset dove aveva lavorato per molti anni alla conduzione ad esempio del Tg4, e la condanna viene definitivamente confermata ad aprile dalla Cassazione.

La decisione dei giudici su Emilio Fede

L’88enne Emilio Fede dunque dovrebbe scontare più di 4 anni in carcere ma già in seguito alla pronuncia della Cassazione era stata sospesa la detenzione.

E così l’avvocato Salvatore Pino aveva depositato un’istanza per poter rendere definitiva l’esenzione della pena carceraria.

La decisione del Tribunale di Sorveglianza è arrivata propri oggi ed i giudici accolgono la richiesta dei domiciliari.

“In carcere sarebbe sottoposto ad un’ enorme sofferenza”

Hanno spiegato i giudici.
Come si legge nella motivazione, Fede è anziano e già affetto da varie patologie, dunque i giudici hanno ritenuto che il carcere sarebbe stato troppo duro e una pena che

“Andrebbe contro il senso di umanità”

Il Tribunale di Milano dunque ha ritenuto che la pena degli arresti domiciliari fosse più adeguata, e Fede ha commentato così la decisione ad Adnkronos:

“Ancora mi si accusa di essere responsabile di aver tentato di far prostituire due ragazze”

Fede è amareggiato dunque per la decisione ma è comunque contento per i domiciliari concessi

“Questi domiciliari mi lasciano ampi spazi di vita e sicuramente li rispetterò”

Di sicuro afferma che la sua lotta non finisce qui ma dice che:

“Chiederò assolutamente la grazia al Capo dello Stato”