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Emergenza sanitaria in Calabria, Gino Strada: “Non sono disponibile a fare il candidato di facciata”

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Dopo la proposta per occuparsi dell’emergenza sanitaria in Calabria – Gino Strada risponde e chiede maggiore attenzione su questo tema così delicato.

Emergenza sanitaria in Calabria, Gino Strada: "Non sono disponibile a fare il candidato di facciata"

Gino Strada interviene dopo la proposta che è stata fatta da Governo per prendere in mano la situazione dell’emergenza sanitaria in Calabria.

Le parole di Gino Strada

Alcuni giorni fa il fondatore di Emergency ha avuto una proposta da parte del Governo, per gestire – vista la sua esperienza e compentenza sul campo – quanto sta accandendo in Calabria con allestimento di misure da campo e il necessario per fronteggiare l’emergenza.

Strada dal canto suo, con un post di Facebook, evidenzia che non si occuperà di tale questione (dopo le dimissioni di Cotticelli e tutte le polemiche in essere per le esternazioni di Zuccatelli) proprio perché dopo i primissimi colloqui nessuno si sia più fatto sentire in merito:

“non sono disponibile a fare il candidato di facciata, ma metterei a disposizione la mia esperienza solo se ci fosse la volontà per un reale cambiamento”

Strada evidenzia di non aver nulla “contro” il Governo che ha tutta la libertà di scegliere il candidato di maggiore valenza ma che non vuole che si creino equivoci su una possibile sua indecisione:

“da medico ritengo che in un momento così grave di emergenza sanitaria tutti debbano dare una mano”

Ed è proprio per questo motivo che, spiega, si era messo a disposizione completa visto il grande lavoro di Emergency all’attivo da 15 anni in tante regioni in Italia.

Idea respinta da Sprilì

Proprio nei giorni scorsi, il presidente che fa parte della Giunta Regionale Spirlì non concordava sull’ipotesi di avere Gino Strada come aiuto per arginare l’emergenza in Calabria:

“non abbiamo bisogno di medici missionari africani”

Invece il nome del fondatore di Emergency è stato richiesto da più parti, dal M5S sino alla commissione antimafia che lo ha sottolineato come un possibile cambiamento.