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E’ morto per un’overdose da cocaina Alberto Clementi il campione di body building

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Ad accertare le cause della morte dell’ex campione di body building, morto a 49 anni, gli esami tossicologici richiesti dalla Procura di Pordenone.

Alberto Clementi è morto a 49 anni nella notte tra l’11 e il 12 dicembre scorso.

Overdose di cocaina

A dare l’allarme del malessere di Alberto Clementi era stata un amica, l’ex campione di body building si era sentito male nel bagno di casa della donna, dove era ospite da un mese nella cittadina di Caorle.

Non ricevendo risposte dall’uomo e non riuscendo ad aprire la porta, l’amica pensando a un malore prima ha provato ad aprire la porta chiusa a chiave poi ha richiesto aiuto.

Una volta arrivati i vigili Vigili del fuoco con il personale sanitario si è dovuto procedere nello sfondare la porta.

L’uomo era seminudo sul water e con del sangue alla bocca e al naso, sul piano della lavatrice è stata trovata della polvere bianca.

La Procura di Pordenone in seguito al ritrovamento della cocaina aveva ipotizzato che l’uomo era deceduto non per un malore, bensì per l’assunzione di droga.

Come poi è emerso dall’autopsia eseguita dall’anatomopatologo Antonello Cirnelli, a provocare l’arresto cardiocircolatorio di Albero Clementi l’assunzione della droga.

Farmaci e integratori

Il sostituto procuratore Marco Faion ha fatto partire le indagini cui è seguito il sequestro anche di svariati integratori e farmaci scoperti nell’appartamento.

Nella prima fase delle indagini, come si legge anche su Fanpage, non era esclusa la pista del doping.

Un indagine necessaria, in quanto nei mesi passati alcuni body builder sarebbero deceduti dopo aver assunto sostanze dopanti.

Il body building aveva fatto dello sport la sua vita e professione, infatti Clementi gestiva anche la palestra “Valchiria Gym” di via Perugia sempre a Caorle, la località in cui viveva.

Clementi era stato uno dei grandi nomi di questa disciplina sportiva, la sua una carriera coronata da successi, raccolti in campo nazionale che internazionale.

La sua scomparsa ha destato cordoglio non solo fra gli sportivi e gli appassionati, ma anche nella comunità in cui viveva.

Le indagini dei carabinieri ora sono indirizzate verso i pusher che hanno procurato all’uomo gli stupefacenti.